Corigliano-Rossano. Un immobilismo che fa paura

di Enrico Iemboli

Essere stato eletto amministratore del comune di Corigliano Rossano, ha rappresentato un privilegio per i consiglieri comunali, fatto di onori ma anche di oneri per i quali dovevano impegnarsi a trovare le giuste strategie e le soluzioni adeguate per una città di nuova istituzione.

Cosa non di poco conto di cui a mio avviso non si sono resi conto visto che viene gestito l’ordinario e non si intravede un progetto di grande visione del futuro che possa far fare il salto di qualità.

Nella città regna l’immobilismo ed i cittadini cominciano ad avvertire ciò come una mortificazione che non pensano di meritare.

Con l’istituzione della nuova città è cambiato tutto, demograficamente e giuridicamente, ma la portata di questa svolta epocale non è stata ancora recepita nella sua interezza, chi amministra non è stato in grado di trasmettere alla popolazione amministrata nessun messaggio di novità, né progettuale nè culturale, né di metodo e né di impostazione; prova ne è che presso molte istituzioni e presso molti Enti superiori, tranne qualche rara eccezione, si è considerati ancora come due entità separate, con la conseguenza che i possibili finanziamenti vengono elargiti in tale ottica senza considerare che la nuova città è entrata di diritto in una classe economica superiore per effetto della dimensione demografica.

Si gestisce l’ovvio, l’ordinario, l’esistente, in altri termini si gestisce “il potere per il potere”, non si intravede la volontà di lavorare per fare  integrare le culture di Rossano e di Corigliano, che dovevano e a mio avviso devono avere un unico obiettivo di crescita, una unica visione di prospettiva, pur mantenendo ciascuno le proprie tradizioni.

Quali sono le priorità che i governanti locali immaginano per la nuova città ?

Il cittadino comune, le forze politiche, sociali, culturali, turistiche e produttive e così via, non ne hanno percepito nessuna.

Manca la capacità o manca la volontà?

Sarebbe interessante che l’amministrazione comunale si adoperasse per farlo capire, che indicasse i progetti fatti, quelli in itinere e quelli che si intendono attuare per fare di Corigliano Rossano una città moderna e interessante, se non altro per il patrimonio, le risorse e le potenzialità che tutti conosciamo.

L’agricoltura, la pesca, il turismo, il porto, le infrastrutture, i trasporti, aspettano un nuovo impulso per decollare e creare maggiore e migliore sviluppo, più posti di lavoro e più futuro per le generazioni che attendono.

Non si amministra la nuova città alla “vecchia maniera” e con la metodologia consumata del “non osare fare ciò che può dare fastidio”, perché così facendo tutto rimane fermo e favorisce il malcontento sia all’esterno e sia all’interno della stessa macchina comunale che rallenta, si inceppa e molte volte addirittura  condiziona.

Dopo un anno è mezzo dalla elezione dell’attuale amministrazione comunale, chi la guida non è stato ancora in grado di dimostrare di saperla portare avanti secondo lo spirito della legge regionale che ha istituito la città, secondo le attese del mondo produttivo, secondo tutti coloro che aspettavano almeno uno stacco tra il vecchio modo di amministrare ed il nuovo.

Si è perso tempo e purtroppo la perdita di tempo comporta il rinvio delle occasioni, degli appuntamenti, dei finanziamenti di qualità che servono per cambiare look e sostanza a questa area di territorio a cui tutti guardano.

Che il timoniere  riveda la rotta da percorrere.

Che non si balbetti più, si agisca, possibilmente confrontandosi.

Enrico Iemboli

Già componente Comitato 100 A

Già sindaco

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