Continua a fare notizia l’Ex ospedale Vittorio Cosentino di Cariati.

Un tema caldo e spinoso di quelli che ancora tiene con il fiato sospeso e nell’incertezza i tantissimi cittadini. Purtroppo, l’ultima circostanza é per giunta negativa, per i risvolti nei confronti della numerosa platea di utenti. Gli stessi si vedono privati di un ulteriore servizio, utile ad essi in termini di tutela della propria salute. Infatti, cresce l’amarezza per la dismissione di alcuni servizi di microbiologia e batteriologia, sin qui offerti dal laboratorio di analisi dell’Ospedale. Tali esami garantivano agli assistiti di vedere risolti i propri problemi, in tempi molto più veloci e ragguardevoli. Non sono più praticabili, infatti, da un pò di tempo analisi fondamentali per la diagnosi di una serie di patologie sanitarie di un certo rilievo, di cui le persone sono abitualmente colpite nel corso della loro vita. Si tratta di una ulteriore diseconomia del sistema ospedaliero locale, visto che per questa tipologia di prestazioni occorre ora il trasferimento al nosocomio di Rossano. Al di là dei più lunghi tempi di attesa, resta a rischio anche l’attendibilità dei risultati, visto l’obbligato trasferimento a Rossano e in condizioni piuttosto dubbie. Perché questa disposizione, laddove il laboratorio ospedaliero del Cosentino é funzionante, con autorevoli professionalitá che ne formano la pianta organica? Nonostante l’evidente carico di lavoro per il personale attuale in carico al laboratorio, la continuità delle suddette prestazioni tornerebbe, senza dubbio, utile in termini di affidabilità del servizio per gli ammalati. Se lo scopo é spendere meno per ottenere migliori risultati, siamo sulla strada sbagliata. Si mette a serio repentaglio il diritto alla salute degli utenti, con ragionamenti teorici senza alcun approccio pratico della situazione. Probabilmente, sarebbe il caso di tagliare i costi dove c’é spreco e non dove forse il provvedimento assunto, comporta maggiore aggravio per l’erario pubblico, con risultati incerti per la salute degli utenti. Quindi, la tutela sanitaria non può essere ridotta ad un costo, ma deve diventare un investimento finalizzato al benessere collettivo. La salute deve ritornare ad essere un bene comune per tutti. Con questo obiettivo si deve riportare al centro del confronto il diritto alla salute, che si persegue attraverso un sistema sanitario universalistico, che non lascia fuori nessuno e realizza equità sociale. Solo uguale accesso alle cure a parità di bisogno, uguale utilizzo dei servizi, uguale qualità del servizio per tutti, rendono la sanità un vero diritto per ciascuno. É arrivato il momento di ripensare alle decisioni assunte in passato sull’importante presidio ospedaliero di Cariati. Nicola Campoli

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