Comunicato AIOM in relazione alle protesi mammarie P.I.P. (Poly Implant Prothese)

Associazione di Volontariato in Oncologia “ONCOrosa”ONLUS :::::::::::::::: Presidente: Virginia Liguori                 Sede sociale : Via Berlino 13, 87036 RENDE (CS) C.F.: 9 8 0 8 7 1 6 0 7 8 8       Comunicato AIOM in relazione alle protesi mammarie P.I.P. (Poly Implant Prothese) Recentemente si è data notizia di un particolare pericolo per la salute delle donne su cui sono state  impiantate le protesi mammarie francesi P.I.P.  Tale  rilievo è stato avanzato dalle autorità francesi. Su circa 30.000 donne portatrici di tale tipo di protesi si sono registrati 8 casi di tumore. Ciò ha suscitato un allarme nell’opinione pubblica francese e l’indicazione dell’autorità sanitaria transalpina di rimuovere tutte le protesi P.I.P. impiantate. Altri paesi quali Regno Unito, Canada e Svizzera non sono giunti alla stessa conclusione. Il Ministero della Salute italiana ha immediatamente istituito un gruppo di lavoro all’interno del Consiglio Superiore di Sanità. Premesso che in Italia tali protesi sono state ritirate dall’aprile 2010 non vi è evidenza la momento che vi sia una relazione tra l’impianto di queste protesi ed un aumentato rischio di cancro. In attesa di dati certi circa il numero di protesi P.I.P. impiantate in Italia si può calcolare che le donne portatrici di questo tipo di protesi siano nel nostro paese non più di 4.000/4.500.  Inoltre le donne portatrici di tali protesi con malattia oncologica sono solo il 10-15%. Questo problema dovrebbe interessare quindi circa 400-500 nostre pazienti. In una riunione delle associazioni scientifiche più direttamente coinvolte, inclusa l’AIOM, con i responsabili del Ministero della Salute alla presenza del Ministro, Prof Balduzzi, e del sottosegretario, Prof Cardinale, abbiamo ribadito la totale convergenza della nostra associazione con le conclusione del Consiglio Superiore di Sanità. Non vi sono evidenze di una correlazione fra protesi P.I.P. e sviluppo di tumore. Il ruolo carcinogenetico del silicone impiegato in queste protesi non è stato dimostrato. Queste protesi presentano solamente un rischio di rottura più elevato di alte protesi con reazioni infiammatorie più marcate, per cui le donne portatrici delle protesi P.I.P. possono discutere con i loro medici di riferimento, chirurghi e/o oncologi, le strategie di controllo migliori  e più idonee.  Il problema non va sottovalutato per la salute delle donne ma va assolutamente evitato di ingenerare allarmi ingiustificati che possono turbare senza serio motivo le donne e soprattutto dare indicazioni indiscriminate di rimozione delle protesi. In questo momento è opportuno solo un monitoraggio delle pazienti non molto dissimile da quello attualmente in atto. Il Ministero della salute procederà con un gruppo di lavoro composto dai  rappresentanti delle società scientifiche interessate, tra cui anche l’AIOM, per definire i comportamenti clinici ottimali verso queste pazienti. Abbiamo confermato la nostra disponibilità a prendere parte a questo tavolo di lavoro nell’interesse delle donne e in pieno accordo con le istituzioni sanitarie italiane.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta