Cittadini e istituzioni insieme contro lo scempio e l’abbandono del Basso Ionio

NECESSARIO agire subito contro le iniziative calate dall’alto

A CARIATI TAVOLO TECNICO-ISTITUZIONALE PER FERMARE IL PROGETTO DI UNA MEGA DISCARICA PRIVATA A SCALA COELI

 

L’istituzione di un comitato permanente antidiscarica formato da sindaci, amministratori comunali, comitati, associazioni e cittadini, in grado di affrontare anche altre emergenze territoriali; un cronoprogramma di azioni; interventi di carattere tecnico-amministrativo; un’efficace opera di comunicazione; un’istanza di incontro in tempi rapidissimi al Governatore della Calabria Mario Oliverio, in mancanza del quale avviare iniziative di protesta condivisa.

Questi gli esiti della riunione del tavolo tecnico-istituzionale convocato ieri dal Comitato #CariatiPulita, dall’associazione “Le Lampare” e dal Comitato Antidiscarica Scala Coeli, in prima linea contro la costruzione di un’enorme discarica privata per rifiuti speciali limitrofa a quella esistente nel territorio di Scala Coeli, ma vicinissima a Cariati, Crucoli, Terravecchia, Umbriatico e all’agro di Mandatoriccio, in un luogo, la Valle del Nika, di notevole interesse agrituristico per le colture biologiche protette, DOP e IGP e per gli allevamenti di podolica.

La costruzione del nuovo impianto, di  68 mila metri quadrati, con capacità di abbanco di rifiuti superiore a un milione di metri cubi, per il quale 26 dicembre scorso è stata protocollata alla Regione Calabria una richiesta di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.), ha messo in allarme i cittadini e le istituzioni di un Basso Ionio già provato dalla privazione di servizi essenziali, che oggi, con rinnovata determinazione e forte spirito unitario, riprendono la lotta iniziata con la costruzione del primo impianto ad opera di Bieco s.r.l., autorizzato fra molte irregolarità procedurali nel 2012, ed entrato in esercizio nel 2015.

Al tavolo convocato al centro sociale, si sono seduti i sindaci che hanno deliberato la contrarietà all’ampliamento della discarica, e cioè Filomena Greco di Cariati, Angelo Donnici di Mandatoriccio, Mauro Santoro di Terravecchia, Franco Mangone di Calopezzati, Domenico Vulcano di Crucoli (con totale adesione dei primi cittadini di Umbriatico e Campana). Erano inoltre presenti, per Crucoli,  il presidente del consiglio comunale Nicodemo Bruno, il consigliere provinciale Samuele Albanese e Lucrezia Bruno di SI; Giuseppe Baratta, consigliere di minoranza di  Scala Coeli (il cui sindaco Matalone è l’unico favorevole all’impianto); Paolo e Franco Diletto in rappresentanza degli agricoltori; Flavio Stasi di #RossanoPulita. Per i promotori dell’incontro, Assunta Scorpiniti consigliere comunale di #CariatiPulita, Giovanni De Renzo e Nicola Abruzzese del comitato di Scala Coeli, Giuseppe Didonna e Mimmo Formaro delle Lampare, oltre a consiglieri e assessori di Cariati.

“Questo tavolo, deve essere da subito operativo – ha affermato, in apertura, Assunta Scorpiniti – occorre una posizione netta sia nello svolgersi dell’iter autorizzativo del nuovo impianto, sia nel far valere la volontà dei territori sugli interessi privati, a discapito del patrimonio comune e del diritto ad un mondo vivibile; il Governatore Oliverio non può ignorare la richiesta di ascolto di un’intera area istituzionale e di migliaia di cittadini”.  

Da qui la proposta di formalizzare una richiesta congiunta di incontro, da parte del sindaco Vulcano di Crucoli, che ha già presentato alla Regione Calabria osservazioni relative alla dissestata viabilità di accesso alla discarica, da cui dovrebbero transitare i mezzi carichi di rifiuti e le autocisterne del percolato, e in merito a cui la Provincia di Crotone aveva emesso nel 2015 ordinanza di divieto di transito, mai rispettata.

L’ing. De Renzo ha posto anche la necessità di focalizzare l’attenzione sugli atti (osservazioni e rilievi tecnici d’impatto ambientale) da produrre nell’ambito del procedimento amministrativo, come proposto dall’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, in occasione dell’incontro, avvenuto il 22 marzo scorso a Catanzaro, con la delegazione di Cariati guidata dal sindaco Filomena Greco.

La stessa Greco, dopo aver ripercorso la complessa vicenda da quando, in qualità di Direttore del Consorzio Dop “Bruzio” (era il maggio 2016) aveva avuto dalla Regione rassicurazione sul fatto che non ci sarebbe stato alcun ampliamento, ha sollevato la questione politica dell’abbandono e della disgregazione del territorio, sollecitando azioni forti e il dialogo con i cittadini, a suo avviso non consapevoli della gravità del problema e dello scempio del territorio che potrebbe compiersi se la Regione autorizzasse la richiesta di Bieco.

“Dobbiamo essere realisti e guardare alla situazione complessiva dei nostri territori, dominati da  mafia, massoneria, poteri forti, con cittadini sempre più distanti e in costante emergenza per quello che riguarda i rifiuti” – ha detto il sindaco Donnici, ponendo la necessità di agire subito contro le iniziative calate dall’alto, a partire dai sindaci dei comuni confinanti, “ignorati nel procedimento, che devono chiedere di partecipare alla Conferenza dei Servizi”.

Di responsabilità ha parlato, invece, Mauro Santoro, che, in caso di autorizzazione dell’ampliamento della discarica, ricadrebbero sul sindaco di Scala Coeli, erroneamente convinto di ottenere da Bieco posti di lavoro e royalties, e, per i danni conseguenti, sulla Regione.

Per questo motivo, sia Mangone che Flavio Stasi, hanno proposto di allargare il Comitato permanente, costituito nell’occasione, anche ad esponenti regionali, come Domenico Bevacqua che è presidente Commissione “Assetto, utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente” o l’on. Giuseppe Giudiceandrea che ha presentato al Presidente del Consiglio Regionale un’interrogazione in merito alla richiesta di V.I.A. da parte della ditta privata.

Indispensabile, secondo Nicodemo Bruno, l’opera di sensibilizzazione dei cittadini, per una “presa di coscienza sul pericolo incombente” e, ha aggiunto Lucrezia Bruno, “sui danni alla salute pubblica, considerando il dilagare dei tumori” che, ha osservato efficacemente Franco Diletto, scorrono anche con le acque dei torrenti a ridosso della discarica e, attraverso il fiume Nika, giungono fino al mare. Occorre, ha detto a riguardo Mimmo Formaro delle Lampare, una vera “tempesta mediatica”, ma soprattutto, ha precisato il giovane attivista sintetizzando lo spirito dell’incontro, c’è bisogno di istituzioni locali “capaci di essere garanti dei diritti dei cittadini”.

Comitato # CariatiPulita, Le Lampare ,Comitato antidiscarica Scala Coeli

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