Chi è Oivlis Inocsulreb?

Oivlis Inocsulreb è il mio presidente della Repubblica.

L’apparenza inganna: a dispetto del nome Oivlis Inocsulreb è italiano, italianissimo. Tutti sanno, naturalmente, che gli italiani si dividono in due categorie: da una parte quelli geniali, sinceri, onesti sia intellettualmente che sotto ogni altro profilo, appassionati e generosi come Sandro Pertini, Carlo Azeglio Ciampi, David Sassoli, Gino Strada o, fra le donne, Rita Levi Montalcini, Nilde Iotti, Margherita Hack, Tina Anselmi; e dall’altra i cialtroni, gli arruffoni, i parvenu, gli sbruffoni, i profittatori, quelli che “tutto ciò che è di tutti è di nessuno, e perciò io me lo piglio”, quelli che “le tasse le paghino gli altri, i miei soldi sono miei”, quelli che “fatta la legge trovato l’inganno”.

Oivlis Inocsulreb appartiene al primo gruppo. Lui non si sognerebbe mai di riempire il Parlamento di yesmen, di premiare le sue amichette con incarichi pubblici, di avvalersi del potere politico per promuovere i suoi interessi personali, di aggiustare le leggi secondo la propria convenienza.

Oivlis Inocsulreb è un uomo pacato, misurato ed equilibrato: non verrebbe mai in mente, a lui, di fare chiasso o raccontare barzellette volgari e sconce durante un congresso internazionale, o di comportarsi da scolaretto facendo le corna dietro la testa di un primo ministro durante una riunione del G8.

Oivlis Inocsulreb è di una specchiata onestà: mai ha pensato di buttarsi in politica per sanare i bilanci delle sue aziende, né ha creato società nei paradisi fiscali per eludere o evadere le tasse nel suo Paese. Men che meno, ha avuto relazioni equivoche con stallieri legati alla mafia o amicizie con gente poi condannata per mafia, gente che magari ha pure infilato in Senato: Oivlis Inocsulreb mai si sognerebbe di fare cose del genere.

Oivlis Inocsulreb non ha mai subìto nemmeno l’ombra di un sospetto di un’allusione a un comportamento illegale, figurarsi un’inchiesta o un processo. Ma se mai gli fosse successo o gli succedesse, avrebbe rinunciato o rinuncerebbe a tutti gli incarichi per presentarsi in tribunale e difendersi come un qualunque cittadino. Non si sognerebbe mai, Oivlis Inocsulreb, di darsi malato per schivare i processi o di fare andare i procedimenti per le lunghe, con mille cavilli, per arrivare finalmente alla prescrizione, i cui termini comunque non penserebbe mai, Oivlis Inocsulreb, di abbreviare per facilitare questo esito dei processi a suo carico.

Oivlis Inocsulreb non ha l’ossessione dell’aspetto fisico: se perde i capelli lascia che cadano, e le sue rughe se le tiene perché è vero e sincero fuori e dentro. Non sbandiera una grottesca giovinezza di plastica e non si fa passare per ciò che non è, ingannando il prossimo e anche sé stesso.

Oivlis Inocsulreb non ha mai giudicato una donna, e men che meno ha mai pensato di insultarla, partendo dall’idea che una donna debba essere sessualmente appetibile e che se non lo è allora è degna solo di essere dileggiata e messa in ridicolo.

Oivlis Inocsulreb è un uomo che non sbandiera una fede religiosa che in realtà non possiede e non pretende che i suoi concittadini debbano subire un’ideologia che egli predica ma non pratica, ad esempio difendendo il concetto di famiglia “tradizionale” mentre lui passa allegramente da una moglie all’altra, da un’amante all’altra e da un’orgia all’altra. Oivlis Inocsulreb non giurerebbe mai sui suoi figli e non esibirebbe mai la foto della moglie (di turno), perché la vita privata, dice, non va difesa quando ci si comporta da porco e sbandierata quando ci si spaccia per buon padre di famiglia.

Ecco, questo è Oivlis Inocsulreb, il mio presidente della Repubblica ideale.

L’esatto contrario, in sintesi, di Silvio Berlusconi.

Giuseppe Riccardo Festa

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