Carpe Diem.

elisa agazio-2016L’ho fatto qualche giorno fa sulla mia pagina Facebook ma non basta; un semplice video non basta per ricordare che Robin Williams, uno dei più grandi attori di tutti i tempi, icona di comicità, gigante del trasformismo, specchio di tenerezza e umanità, è morto due anni fa. Potrei parlarvi di lui, della sua grande carriera e degli insegnamenti che ha lasciato con i suoi film.. ma non voglio, non voglio davvero farlo perché in realtà sarebbe un’offesa: il suo nome già parla da solo. Il suo nome basta per sapere e ricordare.

Voglio ricordarlo semplicemente come il Professor Keating, come quello del Carpe Diem.. perché è così che la maggior parte di noi, fondamentalmente lo ricorda. Quanto è fastidioso il Carpe Diem? Come si fa a progettare una vita,finire gli studi, comprare una casa, fare dei figli se fossimo impegnati ogni minuto di ogni giorno a cogliere l’attimo? Penso che cogliere l’attimo significhi liberarsi dagli schemi mentali che spesso, inconsciamente, avvelenano la nostra vita; cogliere l’attimo significa amare qualcuno anche se sembra la scelta peggiore del mondo, significa credere in qualcosa a prescindere dalla stupida ragione, significa avere il coraggio di rischiare mettendoci il cuore. Sì.. perché chi rischia veramente, può farlo solo se mette in gioco i propri sentimenti.

E poi? Cosa resta? Nessuna certezza, nessuna probabilità di successo. Siamo solo noi davanti ad un bivio: cuore o ragione? Per dirla alla Keating, “Due strade trovai nel bosco e io, | io scelsi quella meno battuta. | Ed è per questo che sono diverso.” Cogliere l’attimo significa svegliarsi ogni mattina e scegliere se accettare quello che la vita ci offre al momento, anche con il brutto tempo.. oppure tirare su le tende e lasciare fuori il mondo. Mi sono trovata in entrambe queste condizioni, ho lasciato parecchie volte il mondo fuori da me e dai miei momenti no, sono caduta molte volte e altrettante mi sono rialzata.. scegliendo nuovamente, per l’ennesima volta e senza alcun dubbio, la strada meno battuta ovvero il cuore.

Perché per credere in qualcuno, per credere nell’amore o nell’amicizia, per credere che un uomo ti possa scrivere solo per il piacere di farlo, oggi ci vuole davvero una gran dose di sana follia. Robin è andato via così, quasi senza accorgersene; aveva scoperto di avere una malattia neurodegenerativa che si manifesta con frequenti allucinazioni visive che potrebbero aver spinto l’attore a togliersi la vita. Artefice del proprio destino senza nemmeno volerlo, senza aver avuto la lucidità per decidere se combattere o soccombere.

Robin, la vita è una crudele sfida all’ultimo secondo; non ci incontriamo per attimi, non amiamo per paura, ci manchiamo in religioso silenzio, ci perdiamo e accettiamo passivamente i rimpianti.. come se avessimo a disposizione un’altra vita, un altro uomo, un’altra donna, un’altra occasione. La vita è decisamente troppo breve per farsi domande, per fermarsi prima di un bacio, per scansarsi da un abbraccio, per avere paura.. tanto breve, caro Robin, che non ti è stata concessa nemmeno quella prima di morire.

Carpe… Sentito? Carpe… Carpe diem. Cogliete l’attimo, ragazzi… rendete straordinaria la vostra vita!”

Elisa Agazio

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