Cariati: un paese addormentato. Sveglia??

Ampliare gli orizzonti e gli spazi di una comunità obbliga a faticare, avendo ben presente l’interesse generale

Non resisto, vi confesso in piena sincerità, a non far trasparire il sentimento che provo ogni qualvolta sono a Cariati. Nessuno me ne voglia. Anzi. Il mio sfogo venga colto solo come elemento di stimolo a fare meglio.

C’e poco da fare, Cariati è un paese anestetizzato. Nulla cambia. Tutto resta uguale. Forse solo piccoli segnali che poi non hanno continuità. Messi lì giusto in elenco per far emergere qualche battito.

La stagione estiva è arrivata. Chi passa per Cariati, tuttavia, non la coglie. Il paese non sprizza forza e motivazione. Non c’è una reazione. Se non fosse per qualche coraggioso operatore turistico, desideroso e pronto, nulla lo fa presagire. Un peccato che ci dichiariamo da immane tempo.

La rassegnazione nelle persone, nelle nuove generazioni: è quanto di peggio si possa raccogliere nei loro sfoghi. Dispiace. Ma di tutto ciò non è che non ci sono colpevoli. L’amministrazione comunale fa solo annunci. Non aggiunge nulla di più. Degli annunci ormai ne abbiamo sin sopra la testa. 

Per il sottoscritto serve urgentemente che qualcuno suoni la campana. Metta entusiasmo e coraggioso nel fare le cose. Trasferisca fiducia. Faccia intravedere uno scenario, innanzitutto, a breve che non è solo la semplice pulizia delle strade, che rientra poi nell’ordinaria amministrazione. E poi quale pulizia?! 

Alla resilienza di Cariati, e in particolare dei cariatesi, bisogna adesso rispondere con i fatti. Anche piccoli, ma fatti e non più parole. Per rispondere, insomma, ai miei personali dubbi non occorre più immaginazione e fantasia, ma azioni che si possono cogliere camminando per strada e che tramutano in positivo l’umore dei cariatesi. 

Tutto il resto è un film già visto e rivisto. Servono elementi fattuali. Non è più tempo di propaganda e delle promesse, ma di capacità progettuali che contribuiscano al bene comune in modo responsabile. 

Ampliare gli orizzonti e gli spazi di una comunità obbliga a faticare, avendo ben presente l’interesse generale. Tutto passa costruendo una seria cultura della differenza, favorendo un dialogo interno alla comunità. Perché al di là della politica, è in palio la qualità della vita dei cariatesi e di chi ha scelto Cariati per le sue vacanze. 

Nicola Campoli

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