CARIATI PULITA: IL RISULTATO REFERENDARIO TRA L’INVITO ALL’ASTENSIONE E L’AMBIGUITA’ DEI PARTITI

Il risultato del voto del referendum nella città di Cariati non entusiasma, nonostante l’impegno di sensibilizzazione del comitato #CariatiPulita da sempre in prima linea nelle battaglie ambientali. Fin dall’indizione del referendum il lavoro è stato incessante, attraverso la comunicazione web o visiva, sit-in e contatti con i cittadini; ma non è bastato, qui e in tutta la Calabria, l’invito al voto, soprattutto da parte dei comitati civici e dei movimenti ambientalisti, e poi l’espressione di un sì convinto, in una regione in cui il mare è fonte di vita.

Il dato di Cariati del 27,07% (i votanti sono stati 1720), con 1607 per il “sì“, e soli 98 per il “no”, nonostante il generale astensionismo, appare quasi confortante rispetto ad altri comuni del territorio; basti pensare al 16,67 % di Cirò Marina.

Ma il fallimento della prova referendaria è l’unico commento possibile. C’è da dire che molto hanno inciso le posizioni dei vertici dei partiti di governo; gli intollerabili inviti all’astensionismo, l’inadeguata informazione che avrebbe dovuto toccare in modo capillare ogni località di una nazione interamente circondata dal mare, hanno avuto forti ripercussioni nell’impegno diretto di partiti e schieramenti politici che avrebbero dovuto invece quanto meno invitare a fare uso dello strumento referendario, emblema di democrazia.

Lo stesso vale per le altre due coalizioni in corsa per le amministrative cariatesi che in tali partiti hanno riferimenti forti e costanti indicati come loro interlocutori politici. E c’è da considerare un altro aspetto: il clamoroso dato, visto il contesto generale, del 50,16% in Basilicata, luogo ferito, oltre che dalle estrazioni petrolifere, dallo scandalo conseguente lo smaltimento delle scorie, finite persino nei depuratori calabresi, che ha fatto perdere la poltrona al Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Il quorum raggiunto dai Lucani è un chiaro esempio di consapevolezza del valore e dell’amore per il proprio territorio.

Di fronte a questo, sarebbe stata necessaria una piena partecipazione di tutti i soggetti politici che, a quanto pare, si muovono solo se si tratta di conquistare o mantenere poteri o interessi; di certo, altra cosa rispetto difesa e valorizzazione del bene collettivo, dell’ambiente, dell’indotto e delle economie che possono portare VERO SVILUPPO PUNTANDO SULLE VERE VOCAZIONI DI QUESTO TERRITORIO.

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