CARIATI PULITA: IL DISSESTO FINANZIARIO È LA SCONFITTA DELLA POLITICA

Il consigliere Scorpiniti: “Bisogna tentare la strada del risanamento senza rinunciare a guidare le scelte che portano verso lo sviluppo”

Tentare la giusta via del risanamento finanziario dell’ente ed evitare il dissesto; dare ai cittadini contezza del debito, delle scadenze incombenti e dell’orientamento dell’amministrazione guidata da Fliomena Greco riguardo alla pesante situazione ereditata dalle gestioni precedenti; convocare un tavolo permanente.

 È quanto chiede il consigliere comunale di minoranza Assunta Scorpiniti, rappresentante del Comitato #CariatiPulita, facendosi interprete delle preoccupazioni della cittadinanza circa l’ipotesi di dissesto finanziario, avanzata dal Sindaco nel corso del primo consiglio comunale.

 “I cittadini – spiega il consigliere del Comitato civico – sono coscienti delle conseguenze che la proclamazione del dissesto finanziario potrebbero avere sull’erogazione dei servizi, sulla crescita del paese e, con l’aumento per vari anni della tassazione, sui contribuenti; ma c’è anche l’esigenza di conoscere a fondo la grave situazione debitoria del comune che riguarda l’intera comunità, non solo la maggioranza di governo”.

Si tratta, infatti, di capire cosa ha originato il buco di oltre 21 milioni di euro “destinato a crescere”, aveva affermato durante l’assise civica il sindaco Greco, nel porre in evidenza l’enorme debito pubblico e l’attuale situazione di predissesto finanziario, con il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale; occorre anche accertare l’ammontare dei debiti fuori bilancio (si parla di altri milioni di euro, per i quali  non esiste una copertura finanziaria), persino di quelli ancora da riconoscere, richiamati dall’ex sindaco Filippo Sero nella sua relazione di fine mandato, e di cui si ignora l’entità. Per non parlare delle numerose anomalie nei bilanci, rilevate dall’organo tecnico-contabile e da quello di revisione economico e finanziario con i rispettivi pareri negativi, a margine dell’approvazione del bilancio di previsione 2016-2018 (D.d.C. n. 14 del 14.05.2016) oltre che in dichiarazioni rese a vario titolo, nella passata gestione, da consiglieri comunali.

“Noi di  #CariatiPulita siamo coscienti della gravissima situazione finanziaria –  dichiara il consigliere Scorpiniti – ma siamo anche fortemente contrari all’ipotesi di dissesto che determinerebbe una clamorosa sconfitta per la politica, perché vorrebbe dire abdicare al ruolo che si è chiamati ad esercitare, rinunciando a guidare le scelte per la nostra cittadina e per la sua ripresa; non lo deve consentire chi si è assunto la responsabilità di governare, né deve permettere che si condanni un’intera comunità insieme a una classe politica”.

Senza entrare nei tecnicismi del dissesto, il consigliere comunale considera che si tratta di un tema sensibile perché tocca le ragioni della politica e le tasche dei cittadini; il conseguente commissariamento “formale” del comune, infatti, porterebbe tantissimi vincoli e blocchi sulle possibilità di progettare e investire a qualunque livello, aumenterebbe gli interessi (e il debito) sulle anticipazioni di liquidità, mentre si farebbero sentire col massimo peso, in primo luogo sulla tassazione, le misure di austerità sui bilanci dettate dall’Unione Europea; sul piano dei servizi, infine, “si finirebbe col consegnare la nostra cittadina al controllo ministeriale e dei tecnici limitando le possibilità di intervento”.

 La soluzione, secondo #CariatiPulita, potrebbe essere un piano di rientro, prevedendo:  una decisa lotta ad ogni forma di spreco; severi accertamenti tributari riguardo ai grandi e piccoli evasori; il recupero dei crediti non riscossi; piani di rateizzazione che possano garantire il giusto pagamento ai creditori; strumenti innovativi come il baratto amministrativo, che permette al cittadino di dare servizi utili alla collettività in cambio di sgravi fiscali equivalenti; realizzazione di opere con l’intervento di sponsor privati e pubblici.

“Ma soprattutto – aggiunge il consigliere comunale – occorre un cambio di rotta, con la gestione interna e virtuosa dei servizi essenziali (acqua, rifiuti, decoro urbano, servizi sociali), ponendo fine a costosi affidamenti esterni, come, del resto, noi stessi di #CariatiPulita abbiamo proposto in campagna elettorale e stanno facendo con ottimi risultati diversi comuni calabresi come Riace, Saracena e Cinquefrondi”.

E c’è una nuova strada aperta dal decreto Enti locali approvato il 20 giugno scorso dal Consiglio dei Ministri; lo rilevano, in una recente nota, anche alcuni esponenti del Centro Studi “Piergiorgio Frassati”, auspicando “una eventuale revisione del piano di riequilibrio con altra procedura che possa evitare il dissesto”; e  il termine è fissato al 30 settembre.

Queste, dunque, le ragioni del no al dissesto, e la proposta dello stesso consigliere Scorpiniti: “Presto saremo chiamati a decidere se votare per il dissesto o per un piano di risanamento, ma non vogliamo limitarci ad alzare o meno la mano. Già in questa fase di difficile ricognizione e di verifica messa in atto dalla nuova Amministrazione, che non ha responsabilità di fronte alla situazione finanziaria del comune, ma di cui tutti sentiamo il peso, chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente con le forze politiche e la rappresentanze cittadine; vogliamo conoscere lo stato dell’arte, che si faccia chiarezza sui conti (compreso quanto sottratto dalla Sogefil) e la loro consistenza, agendo con trasparenza e verità e chiamando alle proprie responsabilità chi ha sbagliato a partire dal mancato rispetto del piano di riequilibrio pluriennale; vogliamo capire quali sono i debiti e quali i crediti realmente esigibili e come cercare, con il contributo e le competenze di tutti, le migliori soluzioni possibili”.

                        Assunta Scorpiniti e Comitato #CariatiPulita

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