Cariati: maggioranza polverizzata. E il futuro? 

Durante l’ultimo Consiglio comunale si è appreso che un altro Consigliere, Mariaelena Ciccopiedi, ha abbandonato il gruppo politico dell’Alternativa, formando di conseguenza una nuova componente in seno al consesso cittadino. C’è molto poco da riflettere. Ormai il progetto dell’Alternativa, appoggiato inizialmente da chi scrive e mai dirò il contrario, è completamente deflagrato in tanti micro-parti. 

 

Ha perso del tutto il senso e lo spirito iniziale che era principalmente quello di spingere su un vero cambiamento del volto di Cariati. Non credo, assolutamente, che questo ultimo scorcio di consiliatura servirà a cambiare registro, nonostante il cambio recente dei componenti della giunta comunale, segnando l’ingresso di autorevoli rappresentanti. 

 

Si tratterà probabilmente solo di “tirare a campare” – cosiddetta lavata di faccia – per poi “giocare” a mettere insieme le nuove alleanze politiche in vista del rinnovo amministrativo: un luogo comune già visto. Davanti a tale inquietante quadro, deludente e frantumato, è inevitabile che i cariatesi si potrebbero chiedere: dov’é il bene di Cariati? 

 

Cioè quello spirito che dovrebbe portare al sacrificio comune, per raggiungere degli obiettivi di interesse generale, da parte degli amministratori comunali: presenti e futuri. Forse si sarà capito. Non salvo più nessuno. Cariati deve ambire ad una nuova classe dirigente che la governi con dedizione, professionalità e fini comuni.

 

Una classe dirigente che dovrà muoversi forbita da tanto amore per il proprio territorio – a fatti e non a parole – e non da persone che “giocano” a fare gli amministratori pubblici. Non so se i cariatesi se ne sono mai accorti. Io da forestiero, legato da particolare affetto a Cariati, ho ben compreso lo scenario e nutro seri dubbi che mai qualcosa in loco potrà cambiare. 

 

Amministrare una istituzione locale richiede oggi, accanto alla cura quotidiana della gestione dei servizi, un’accresciuta capacità di previsione e di lungimiranza. La soluzione non consiste in una ulteriore verticalizzazione della vita politica bensì, al contrario, con pazienza, nell’ampliamento delle istanze di partecipazione dei cittadini, a tutti i livelli.

 

Non ci si deve disorientare di fronte alle difficoltà. Non ci si deve rassegnare a quella che può apparire indifferenza verso la cosa pubblica. Occorre recuperare il consapevole coinvolgimento dei cittadini. E vorrei suggerire cautela nel ricorrere a misure che sembra possano ovviare a difficoltà momentanee e che, tuttavia, inciderebbero sui modelli di partecipazione democratica, accettandone la riduzione di livello. Cariati si prepari a costruire il nuovo percorso con senso di responsabilità e amore per essa e per i createsi.

 

  

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