Cariati: così si rinnova poco! Appello alla minoranza.

Dinanzi a tale preoccupante vuoto. Faccio un appello alla minoranza

Se si vuole davvero contribuire al rinnovamento della politica cariatese occorre dare segnali chiari e inequivocabili. Non mi appare per niente che lo spettacolo che è andato in scena, durante e dopo l’ultimo Consiglio comunale ha fornito elementi in tale direzione.

Cariati non può andare avanti senza una visione che contribuisca a ridare fiducia ai cariatesi nel domani. Non ho ancora capito se la maggioranza continua a governare Cariati solo fine a se stessa o per prendere decisioni nell’interesse generale della comunità. 

Se mi riferisco all’ultima assise comunale non ho intravisto da parte della maggioranza una visione futura, ad esempio, su come risolvere una volta per tutte il problema fognario. L’emergenza sembra, come spesso accade, il vero obiettivo. Serve tutt’altro, facendo intravedere un progetto complessivo per la risoluzione definitiva della criticità. 

Lo ripeto sin dall’inizio del doppio mandato Greco. Cariati manca di una visione programmatica che faccia comprendere come risolvere una volta per tutte le ataviche sofferenze contro le quali ci si sbatte la faccia periodicamente. La maggioranza non ha mai costruito tale visione futura. Urge un cambio nel pensiero e nell’amministrare. Vanno messi da parte aspetti personalistici che riducono la politica a futili scontri personali. 

Dinanzi a tale preoccupante vuoto. Faccio un appello alla minoranza. Proponga un progetto fattivo, unitamente a uno studio di fattibilità, su come risolvere i due problemi principali, che limitano il rilancio di Cariati, quelli del rifacimento ex novo della rete fognaria e idrica. E questo è un modo, ne sono convinto, per avanzare proposte coraggiose della minoranza, vista la miopia che caratterizza al momento la maggioranza. 

Superando così l’inutilità di misurare i rapporti tra maggioranza e minoranza su di un piano personale ed evitando, altresì, scontri legati spesso a questioni caratterizzate da vecchi rancori e non di coscienza. 

Per concludere. Se la maggioranza non riesce a disegnare una idea di cittadina e di relativo sviluppo per il prossimo ventennio, lo faccia concretamente la minoranza. Alzando così il livello del dibattito che assicuro condotto in tale modo non appassiona nessuno. Tranne forse quei pochissimi cariatesi che sono iscritti al partito dei fedeli sostenitori di una o dell’altra parte. Occorre, quindi, fare di Cariati un laboratorio locale di ricostruzione e rilancio dell’intero territorio del basso ionio cosentino. Diventando un modello da imitare per gli altri Comuni. La minoranza provi a farlo. 

Nicola Campoli

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