CARBONE? 4 DOMANDE ALL’AREA URBANA CHI RAPPRESENTA DI PIÙ I CITTADINI? CALABRIA E ITALIA PIÙ “PULITE” DELLA GERMANIA?

CARBONE? 4 DOMANDE ALL’AREA URBANA CHI RAPPRESENTA DI PIÙ I CITTADINI? CALABRIA E ITALIA PIÙ “PULITE” DELLA GERMANIA? ROSSANO (Cs), Sabato 12 Marzo – Riconversione a carbone di ultima generazione della esistente centrale Enel di Rossano. In spirito di dialogo costruttivo e con l’intenzione di suscitare un dibattito il più possibile diffuso e vissuto dalle popolazioni di questo vasto territorio, ci poniamo e giriamo alla cittadinanza dell’area urbana Rossano-Corigliano quattro semplici interrogativi. 1. Sulla base di quali criteri, il parere storico di due consigli comunali e l’adesione, anch’essa storica e politica, di qualche altra decina di comuni della Sibaritide sollecitati a convenire, può essere considerato più o meno rappresentativo dell’opinione pubblica maggioritaria, rispetto al diverso parere unanimemente espresso dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni degli imprenditori? Come si fa a sostenere, per essere più chiari, che la tesi pregiudizialmente contraria alla riconversione a carbone della centrale di Rossano, sostenuta oggi dal Presidente della Provincia di Cosenza e da due sindaci, di cui uno per altro a scadenza di mandato, sia di fatto quella maggioritaria, nonostante le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori, famiglie incluse, siano di parere diverso? 2. Oggi nel terzo millennio dell’era cristiana ed a 222 anni dall’avvio, con la rivoluzione francese del 1789, del cosiddetto “secolo dei lumi”, è sostenibile che politica ed istituzioni possano assumere decisioni, i cui effetti sono destinati a ricadere sul presente e sul futuro delle comunità amministrate, dichiaratamente a prescindere da ogni e qualsiasi valutazione tecnico-scientifica delle questioni? Per entrare direttamente nel merito dell’interrogativo, è davvero sostenibile che tre rappresentanti istituzionali, quand’anche interpreti di analoghe volontà assembleari storicamente determinatesi, possano assumere e promuovere decisioni unilaterali, rivendicando come nobile, giusto e quasi patriottico il rifiuto, a priori, di confrontarsi ad un tavolo tecnico-scientifico, democraticamente richiesto e motivato, sull’effettiva portata del progetto di riconversione a carbone di ultima generazione? 3. Trovandosi, come è stato più volte dimostrato, molte e grandi centrali elettriche a carbone in numerosi Paesi europei, il cui sviluppo sostenibile ed il cui indice, sociale ed istituzionale, di rispetto ambientale è documentatamente di gran lunga superiore a quello italiano e, in particolare, del Sud e della Calabria, su quali basi scientifiche o di altro tipo sarebbe possibile sostenere, dall’area urbana Rossano-Corigliano, il rifiuto pregiudiziale anche soltanto al confronto sul carbone, perché considerato (da chi?) altamente nocivo? Per essere più chiari: quali titoli e quali credenziali ha la Calabria, prima ancora che la Sibaritide, a poter considerare, di fatto, paesi come ad esempio la Germania dove funzionano diverse centrali a carbone, improbabili protagonisti di scelte industriali che nuocerebbero alla salute dei tedeschi? E’ sostenibile, come ed a che prezzo la tesi che lo stesso impianto industriale, a Rossano provocherebbe danni incalcolabili, mentre dove già funziona, all’estero, è perfettamente compatibile con ambiente e sviluppo di quei territori? 4. Infine, se è così forte, tanto da essere dichiaratamente pregiudiziale, la tesi contraria ad ogni ipotesi, non di riconversione, ma anche soltanto di tavolo tecnico sulla questione, e se questa tesi viene fondata sul danno irreversibile che ne deriverebbe a cosiddette vocazioni territoriali (che la Calabria condivide con tutta l’Italia!), sarebbe normale oppure no verificare e misurare in quali percentuali queste vocazioni (agricola e turistica in particolare) contribuiscono oggi, o potrebbero contribuire domani a tenere in piedi economia ed occupazione regionale?

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