Associazione teatrale Culturale Nella Ciccopiedi: Il prossimo 8 Novembre alle ore 20:30 -Teatro Comunale di Cariati- rappresentazione teatrale “Ferdinando” di Annibale Ruccello

L’Associazione teatrale Culturale Nella Ciccopiedi in collaborazione con la Compagnia Anziteatro di Angri Salerno, si è gemellata e vedrà il prossimo 8 Novembre alle ore 20:30 presso il Teatro Comunale di Cariati la rappresentazione teatrale ”Ferdinando” di Annibale Ruccello – Regia di Antonio D’Andretta. Serata di Beneficenza pro LilT-Cariati Il prossimo 6 Dicembre la nostra Compagnia Teatrale Nella Ciccopiedi porterà in scena ”Mettiteve a fa l’ammore cu me” Di Ed. Scarpetta – Regia Miriam Crivaro, presso il Teatro Oratorio S. Caterina di Angri Salerno. I Membri Dell’Associazione Culturale Nella Ciccopiedi sono orgogliosi di portare il nome dell’ Amata Maestra Nella Ciccopiedi al di fuori dei confini regionali, con l’auspicio di una lunga e stretta collaborazione con le varie compagnie amatoriali. Francesco Filareti, presidente dell’Associazione, ringrazia anticipatamente la persona di Antonio D’Andretta per la sua collaborazione, tutti i componenenti dell’Anziteatro di Angri ed invita per il prossimo 8 Novembre tutte le associazioni ed i cittadini del territorio a partecipare a tale evento. TRAMA DELL’OPERA “FERDINANDO” Psico-dramma storico e sociale, “Ferdinando” è l’ultima opera teatrale scritta da Annibale Ruccello nel 1985 e portata per la prima volta in scena nel 1986. È composta di due tempi, suddivisi in quattro scene della durata complessiva di 2 ore e 15 minuti circa. Ambientato nel 1870, la piéce narra la vita monotona di Clotilde, nobildonna borbonica decaduta, e della sua cameriera, nonché parente povera, Gesualda. Le giornate sono scandite da litigate, inciuci, pettegolezzi e melanconici ricordi di un passato glorioso, quello familiare e quello più in generale del Regno delle Due Sicilie, ora inesorabilmente lontano. A far visita quotidianamente alle due donne è un prete, Don Catello, coinvolto, a più riprese, in scandali amorosi e intrallazzi politici, e desideroso di poter accaparrarsi le ricchezze di Clotilde, anche insidiando la cugina Gesualda. A rompere la sciatta quotidianità dei tre personaggi è il giovanissimo e affascinante “nipote” di Clotilde, Ferdinando, che, fin dalla sua entrata in scena, metterà a nudo tutte le loro contraddizioni. Il dramma “Ferdinando” ha svariate chiavi di lettura. Da quella politica, con la contrapposizione tra il Regno dei Borbone e il nuovo Regno d’Italia retto dai Savoia, a quella sentimentale, in cui il sesso, etero e omo, diventa l’espediente per soddisfare la sete di potere e di guadagno economico. Da quella familiare, con le fragilità dei rapporti tra parenti, a quella sociale, in cui l’autore denuncia vizi e dissolutezze del mondo borghese. Per queste motivazioni, l’opera è di scioccante attualità. In “Ferdinando”, così come nelle altre sue piéce, Annibale Ruccello usa con sapiente cura vocaboli ed espressioni conferendo all’opera, con una lucida sintassi barocca, tratti ampollosi, solenni ma anche ironici. La profondità lessicale è da riscontrare nell’eccelso uso del dialetto napoletano (parlato da Clotilde, Gesualda e Don Catello) e della lingua italiana (parlata da Ferdinando). Un amalgama storico, sociologico e semantico ottimamente modellato dall’autore che riesce, con “Ferdinando”, a costruire un nuovo e moderno genere teatrale, tenendo ben presente i prodromi del teatro classico napoletano.

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