ARRIVARE A REGGIO, VERGOGNA QUOTIDIANA

ARRIVARE A REGGIO, VERGOGNA QUOTIDIANA CAPUTO, ANAS DEVE TROVARE SOLUZIONI INCOMPRENSIBILE E INTOLLERABILE “TRAFFICO URBANO” SULL’A3 ROSSANO, Giovedì 28 Ottobre 2010 – Raggiungere Reggio Calabria su quella che impropriamente viene chiamata autostrada, la disastrata Salerno-Reggio Calabria, è diventata un’odissea non più né comprensibile né tollerabile. In particolare l’ultimo tratto, un centinaio di chilometri circa prima della Città dello Stretto, è diventata la sofferenza quotidiana di migliaia di automobilisti che restano sistematicamente bloccati, per lunghissimo tempo e per lunghissimi tratti, molti dei quali in galleria. Costretti a viaggiare per lo più su una sola corsia, qualsiasi imprevisto determina ogni giorno ingorghi e interruzioni da vero e proprio traffico urbano. È semplicemente assurdo. Serve più presenza di operatori nei punti critici pronti ad intervenire ed a risolvere con prontezza ogni problema insorgente. Serve maggiore controllo da parte dell’Anas e da parte di tutti i soggetti interessati in modo da evitare che normali incidenti di percorso possano trasformare una trasferta per lavoro o per qualsiasi altro motivo in un estenuante buco nero dal quale diventa impossibile uscire. Non è più possibile fissare appuntamenti su Reggio, dove ci rechiamo per le attività istituzionali del consiglio regionale, perché è diventato oggettivamente impossibile riuscire a rispettare, di volta in volta, gli esatti, quasi sempre biblici, tempi di percorrenza. Qualcosa evidentemente non torna: i lavori di ammodernamento procedono e si vede, ma i disagi aumentano ogni giorno che passa. Manca forse un’adeguata previsione e gestione delle emergenze soprattutto in coincidenza dei lavori. Una cosa è certa e condivisa: è vergognoso subire ed assistere a questa traversata di ore e ore, spesso a passo d’uomo, per fare in media qualche centinaia di chilometri, tra l’altro isolati da tutto perchè privi (ed anche questo è tecnicamente ovviabile) di qualsiasi copertura telefonica cellulare, anche per effettuare chiamate di emergenza. Nelle more della conclusione dei lavori, l’Anas ha il dovere di prendere atto, con urgenza, di questa situazione incivile e lontanissima da qualsiasi giustificazione, dando risposte e studiando con serietà come ovviare a quelle che appaiono più delle evitabilissime esagerazioni, oggi conseguenza soltanto di abbandono e di disattenzioni manageriali che non, come al solito, paragrafi dell’immutabile destino che incombe sui calabresi.

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