■Antonio Loiacono
Oltre 7 milioni di euro di crediti non riscossi, migliaia di utenti morosi, bollette non pagate da mesi e un’estate che mette in ginocchio il sistema idrico calabrese. Con questi numeri Sorical, la società che gestisce il servizio idrico integrato in Calabria, ha annunciato che a partire dalla prossima settimana partiranno gli interventi di limitazione o sospensione dell’erogazione dell’acqua agli utenti che non si sono messi in regola, nonostante ripetuti solleciti e comunicazioni ufficiali.
La decisione, resa nota attraverso un comunicato ufficiale, arriva contestualmente ad altre azioni repressive nei confronti degli allacci abusivi alla rete, già denunciati alle autorità competenti con richieste di risarcimento per migliaia di euro.
“È una misura necessaria – si legge nella nota – per garantire il rispetto delle regole e la sostenibilità economica del servizio, nel rispetto del regolamento Remsi dell’Autorità Arera.“
La procedura REMSI, adottata da Sorical in linea con quanto previsto dall’Autorità di regolazione ARERA, disciplina il recupero delle bollette idriche non pagate attraverso un percorso articolato in tre passaggi successivi:
- Primo avviso: un richiamo informale inviato almeno 10 giorni dopo la scadenza del pagamento.
- Diffida formale: se il saldo non avviene entro altri 25 giorni, si procede con la messa in mora ufficiale dell’utente.
- Intervento tecnico: in assenza di pagamento, viene disposta la riduzione del flusso d’acqua per le utenze domestiche e la sospensione completa del servizio per tutte le altre categorie (commerciali, agricole, artigianali, ecc.).
A ogni fase si sommano interessi di mora calcolati con un tasso pari al tasso BCE maggiorato di 3,5%, oltre a spese tecniche per la limitazione, sospensione e successiva riattivazione del servizio, che complessivamente ammontano a circa 150 euro.
L’intervento della Sorical arriva in un momento estremamente delicato: da un lato la carenza idrica cronica, con elevati consumi estivi e perdite strutturali nella rete, dall’altro una popolazione che in molti casi versa in condizioni economiche precarie.
“Morosità – spiega Sorical – significa anche scarso senso civico e spreco della risorsa idrica.“
Un’affermazione che, seppur condivisibile in alcuni casi, non può essere generalizzata, perché dietro ogni bolletta non pagata potrebbe esserci una famiglia in difficoltà, un anziano senza assistenza, o un’utenza erroneamente calcolata.
La società chiarisce che sarà sempre possibile evitare la sospensione, pagando le somme dovute o richiedendo la rateizzazione prevista dal regolamento. Ma i tempi sono stretti, e il messaggio è chiaro: chi non si regolarizza, subirà conseguenze.
Il problema della morosità nel servizio idrico è un nodo centrale in molte regioni del Sud, dove i problemi strutturali si sommano a quelli sociali. Ma l’acqua non può essere trattata solo come una bolletta qualunque. È un diritto fondamentale e, come tale, va gestita con senso di giustizia, proporzionalità e rispetto della dignità delle persone.
Restano gli interrogativi sul modus operandi della SORICAL e su quando si inizierà a investire davvero nella manutenzione delle reti colabrodo e nell’educazione all’uso responsabile dell’acqua!
L’acqua, bene prezioso e sempre più scarso, va difesa e gestita. Ma va anche garantita e rispettata. Ogni interruzione del servizio deve essere l’ultima ratio, non la scorciatoia di un sistema che, spesso, ha rinunciato a costruire fiducia e responsabilità condivisa.
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