Ampi apprezzamenti dal territorio per le prestazioni cardiologiche offerte giornalmente dal Vittorio Cosentino.

E’ noto a tutti lo stato della situazione sanitaria a Cariati dopo la chiusura delle divisioni per acuti dell’ospedale Vittorio Cosentino, vissuta dai residenti della vasta zona servita dal nosocomio con angoscia ed apprensione, ma soprattutto con rammarico per il livello delle prestazioni fornite dai vari reparti, ritenuto alto dal punto di vista qualitativo. Uno di questi reparti era la cardiologia, vista come un presidio molto valido per affrontare i frequenti problemi cardiologici anche in condizioni d’urgenza. Oggi la cardiologia non ha più i posti-letto, chiusi come quelli di tutti gli altri reparti. E’ stata anche fortemente ridimensionata nell’organico, ma questo non le ha impedito di mantenere un livello di prestazioni che, seppure limitato per la mancanza dei posti-letto, offre un ottimo servizio nel campo della diagnostica. Oggi è un punto di riferimento sicuro per tutti i cardiopatici della vasta zona che va dall’alto crotonese al basso jonio cosentino. Le statistiche ci parlano di circa 14 mila prestazioni annue, ma questi sono numeri; quello che conta è l’aver percepito nella popolazione la soddisfazione di aver questo punto di riferimento, evidentemente ritenuto valido della qualità dei servizi offerti. In effetti il servizio di cardiologia offre prestazioni di base, ma anche prestazioni di secondo livello con l’utilizzo di tutta la diagnostica strumentale non invasiva, come l’elletrocardiografia, l’ecocardiografia, l’ecodoppler, il monitoraggio dinamico Holter e della pressione arteriosa, il test da sforzo nonché la sorveglianza e il dosaggio della terapia anti coaugulante per i numerosi pazienti che, per varie patologie, ne hanno bisogno. E’ abbastanza completa, quindi, la sorveglianza che i malati cardiologici della zona dell’ex ospedale di Cariati. Da quì forse nasce il timore che angoscia molti di questi malati di vedersi ridurre ulteriormente i presidi sanitari per questa importante e, purtroppo, diffusissima patologia. Il timore, purtroppo, è ritenuto giustificato dall’andamento della “riorganizzazione” sanitaria in Calabria. E’ da notare che, oltre a tutta l’attività diagnostica la cardiologia di Cariati ha avuto un ruolo importante nella gestione di casi di emergenza, riguardanti pazienti giunti direttamente all’ex presidio ospedaliero con una sindrome coronarica acuta o un infarto, prontamente trattati con adeguate terapie farmacologiche e trasferite direttamente, spesso in eliambulanza, presso i centri di cardiologia interventistica e di emodinamica più vicini. Il problema, purtroppo, è che non è previsto più come prima, la disponibilità continua di un cardiologo. A questo forse è legato anche l’aspetto negativo segnalato da molti pazienti: la lunghezza delle liste di attesa determinato in gran parte al forte ridimensionamento e al numero dei cardiologi. La cardiologia di Cariati offre, in definitiva, un servizio, percepito da molti, come utile, soddisfacente, praticamente indispensabile. Il problema della sanità è la “riorganizzazione” dei servizi, fatta di chiusure senza gli opportuni potenziamenti negli ospedali vicini.

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