Amici virtuali. Occorre ritornare all’antico.

Sono sui principali social, presenti in rete e che vanno per la maggiore, da diversi anni con un profilo in chiaro. Mi piace. Mutuando un giudizio molto in uso sugli stessi. Ne faccio un utilizzo sobrio, veicolando riflessioni, opinioni e altro.

Nel giro di qualche mese ho raccolto un buon numero di amici, che aumenta gradualmente e con i quali scambio, sempre in maniera pubblica, considerazioni varie. L’immane potenza degli strumenti informatici mi ha permesso anche di riallacciare contanti con amici un po’ sbiaditi negli anni. Mi riferisco, ai soliti compagni di scuola, di sport e di tempo libero del passato.
Si sono poi aggiunti a questi altre persone con cui mi sono incontrato in passato per un limitato periodo di tempo e con i quali, adesso, ho un rapporto continuo di frequentazione virtuale, quasi quotidiano.
Sin qui tutto normale. Alla luce anche del fatto che i social con le nuove applicazioni sui smartphone, che dominano la nostra vita, sono parte integrante delle nostre giornate di lavoro e di svago.
Mi é capitato per caso d’incontrare personalmente, negli ultimi mesi, diversi amici che ho raccolto sui social e con i quali ho un continuo scambio di riflessioni. Mi é sembrato normale avvicinarmi per salutarli e intrattenermi per qualche minuto. Naturalmente, per rompere un po’ il ghiaccio, sono risalito facendo riferimento a qualche recente scambio sui social.
Si trattava di amici ritrovati. Di quelli non tra i più caldi, ma la frequentazione ultima sui social mi aveva dato l’impressione che fossero rapporti ben oleati.
Mi sono accorto subito, però, che il mio slancio affettuoso non fosse ben ricambiato allo stesso modo. Come se ci fosse qualcosa che non andasse. In primis, ho pensato che forse non mi avessero riconosciuto. Superato questa prima sensazione d’impatto, per giunta sbagliata, ho, invece, costato che gli amici non fossero ben disponibili al breve scambio di chiacchiere. Che tendessero a separare il virtuale con il reale. Come se fossero due risvolti diversi e non di una stessa medaglia.
A quel punto, mi sono raggelato. Ho riflettuto che il virtuale fa davvero brutti scherzi. Quello che sembra tutto spontaneo e smanceroso sui social, in un mondo ripeto artefatto, non é propio così nella vita reale. Insomma, la percezione dei rapporti si rileva di altra natura.
Va bene, allora, il valore aggiunto offerto dall’enorme potenziale dei social in termini di contatti e relazioni, ma non non nei risvolti dei rapporti umani. Perché quando si trovano al cospetto, inevitabilmente, dei loro amici con i quali scambiano opinioni in rete, incrociando i loro sguardi non trasferiscono gli incentivi valori.
C’è poco da fare. Occorre ritornare all’antico. Quindi, più rapporti di persona, anche se in numero limitato, ma di qualità e molto meno utilizzo del mondo virtuale che in fondo riserva brutti scherzi per persone che considerano la vita fondata su principi e valori di tutt’altro tipo. Veri e non falsi. La delusione non è di poco conto.
Nicola Campoli

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