A Cariati, se non rispetti le regole non ti multano una, ma due volte.

Sarà capitato a tanti di ricevere più multe relative ad una stessa infrazione avvenuta nello stesso luogo, ma a pochi essere sanzionati per la stessa infrazione, occorsa lo stesso anno, lo stesso mese, lo stesso giorno, la stessa ora, con la stessa automobile, nello stesso posto. A Cariati succede, anche se secondo il codice della strada queste rare contravvenzioni “rientrano nel campo di applicabilità di una norma derivata dal codice penale che le riunisce sotto un’unica condotta errata”. La norma è quella del “ne bis in idem”. La locuzione latina significa “non due volte per la medesima cosa”, un principio chiaro, logico e di buon senso che da queste parti sembra essere disatteso ed è stato oggetto di una pronuncia della Consulta (14/2007): “Nel caso in cui le infrazioni riguardano la violazione della medesima regola, troverà applicazione il principio del cumulo, con conseguente illegittimità delle sanzioni comminate successivamente alla prima”. E veniamo ai fatti. Nella calda notte estiva del 5 agosto 2015, all’una e due minuti, L. A. entra in Piazza Marconi, nel Centro storico, ove è in vigore la zona a traffico limitato. L’automobilista non s’avvede della segnalazione (anche perché l’avviso, a quell’ora, proprio non si legge), fa qualche metro ma viene bloccato da un pedone che gli consiglia di tornare indietro: “C’è la Ztl e la telecamera. Torni indietro”. L. A. non ci pensa due volte; ingrana la retromarcia ed esce dall’area off limits. Eppure succede quello che non t’aspetti. La telecamera scatta e registra tutto al primo, incauto ingresso (e sta bene), ma si ripete, implacabile, nel medesimo arco temporale (una manciata di secondi) e si riattiva durante la manovra di uscita dalla Ztl. Ed ecco confezionate due belle multe fotocopia da 78 euro e 92 centesimi, fra l’altro successivamente accertate, con due ruoli diversi (verbali n. V/2880Z/2015 prot. 977/2015 e V/2863/Z/2015 prot. 960/2015) dallo stesso agente, lo stesso giorno (25 settembre), alla stessa ora (17 e 27). Ora, se ha “sbagliato” la fredda macchina (telecamera), è mai possibile che l’agente accertatore, in fase di redazione del verbale, non si sia accorto dell’anomalia? “Io – dice L. A. – sono disposto a pagare l’infrazione (anche perché, oltre al danno la beffa, ricorrere al Giudice di pace significa sborsare un bel po’ di quattrini) ma solo una volta, perché ho sbagliato una volta soltanto, e senza accorgermene, tanto è vero che, una volta resomi conto, ho immediatamente invertito la marcia. Fossi stato più scaltro, multa per multa, sarei entrato nella zona vietata a fare gli affari miei e poi sarei uscito senza beccare la seconda contestazione. Capisco l’errore tecnico, ma non comprendo quello manuale della persona che ha accertato l’infrazione. A Cariati non vogliamo farci mancare niente e primeggiamo anche nel ridicolo con tutta questo slancio civico di voler regolamentare il traffico. In realtà è un eroico furore ben mirato e che sottende sorprendenti macchinazioni ai danni dei cittadini se è vero che la gestione degli impianti di videocontrollo, compreso il nuovissimo tutor sulla 106, è riconducibile ad una precisa cerchia di sospette parentele”. Cosa non fanno i Comuni disastrati per incassare quattrini. Pasquale Loiacono

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