GIORGIA MELONI, LA MAGISTRATURA E L’ULTRACREPIDARISMO

Per chi già non lo sapesse o non avesse avuto, ieri sera giovedì 29 ottobre, il piacere di seguire il programma “Splendida Cornice” di Geppi Cucciari – boccata di rigenerante ossigeno rispetto alla media asfissiante dell’offerta attuale di programmi TV – spiego che per ultracrepidarismo si intende la presunzione di taluni soggetti di emettere, con sicumera degna di miglior causa, pareri non richiesti, giudizi e sentenze, su argomenti circa i quali non possiedono alcuna competenza.
Il termine, di origine latina, ha a che fare con ultra, cioè oltre, e crepida, che vuol dire sandalo, e si riferisce a un aneddoto raccontato da Plinio il Vecchio: Il pittore greco Apelle era solito nascondersi dietro le sue opere, quando le esponeva, per cogliere le reazioni del pubblico. Capitò così che un calzolaio criticò il modo in cui egli aveva dipinto un calzare, inducendolo più tardi a modificare quel dettaglio; il giorno dopo, notata la rettifica, imbaldanzito il calzolaio si mise a criticare anche altre parti del dipinto; e allora, racconta Plinio, l’autore, da dietro la tela, gli disse perentorio: sutor, ne ultra crepidam! (calzolaio, non [andare] oltre la scarpa!)

Qualcosa mi dice che, anche grazie al programma di Geppi Cucciari, il termine ultracrepidarismo è destinato ad avere una grande fortuna perché il fenomeno, amplificato dai social network, è quantomai diffuso ma nessuno aveva pensato di associarlo a questa definizione: innumerevoli sono i novax, i complottisti, i frequentatori di talk-show e, non da ultimo, i politici di vario orientamento ma per lo più di destra, e non di rado investiti di importanti responsabilità pubbliche, che non perdono occasione per dimostrare di essere affetti dalla perniciosa sindrome dell’ultracrepidarismo.

Non è solo un problema italiano: basti pensare ai numerosi primi ministri che si sono succeduti ultimamente in Gran Bretagna, all’attuale presidente degli USA, al suo vice, al suo segretario alla Difesa, al capo dell’FBI… Ma restando nel Bel Paese, a parte gli indimenticabili sfondoni di Silvio Berlusconi in campo storico (come quando citò Romolo e Remolo fondatori di Roma) e l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, come non citare gli exploit del senatore Larussa a proposito dell’azione partigiana di via Rasella o dell’assenza di antifascismo nella Costituzione? E che dire delle sparate di un certo ex generale che esibisce a ogni piè sospinto l’incommensurabile estensione del ventaglio delle proprie incompetenze?

L’ultima dimostrazione di ultracrepidarismo, fresca fresca, appartiene nientedimeno che al(la) presidente del Consiglio, onorevole Giorgia Meloni, che dall’alto del proprio diploma di Istituto Alberghiero ha pensato bene di offrire una lezione di Diritto e di Procedura Penale alla GIP di Milano che, laureata in giurisprudenza, dopo aver vinto un massacrante concorso per entrare in Magistratura e dopo anni di praticantato e di esperienza, studiate le carte ha deciso che le accuse contro Youssef Siher per i vandalismi di Milano semplicemente non stanno in piedi, a maggior ragione in quanto lo si accusava di aver promosso quei vandalismi il giorno dopo che essi si erano verificati.

Mi guardo bene dall’invitare l’onorevole Giorgia Meloni a limitarsi, per il futuro, a praticare le materie per le quali – suppongo con altissimo profitto – ha conseguito il diploma, ossia la corretta preparazione di un tavolo da pranzo e il giusto modo di porgere le portate ai commensali: ha deciso di darsi alla politica, e la scelta è più che legittima; e poi il Parlamento trabocca di gente che vive da anni di politica pur avendo dato e continuando a dare ben misere dimostrazioni di competenza (chissà perché, a questo riguardo mi viene in mente Matteo Salvini). Ma forse l’Oneorevole Meloni farebbe bene se prima di lanciarsi, con video ufficiali e tanto di bandiere alle spalle, in furibonde filippiche contro magistrati che di cose giuridiche ne sanno qualcosa più di lei, imparasse a contare fino a dieci, o meglio fino a cento, e poi decidesse, saggiamente, di tacere. Io lo dico per lei: la rabbia è una cattiva consigliera e fa cadere spesso nell’ultracrepidarismo.

Perciò, Onorevole Giorgia Meloni, renda un servizio a sé stessa, alla carica che ricopre e al Paese ed eviti di sparare giudizi su argomenti di cui non sa niente: è meglio suscitare il sospetto di essere ignoranti che darne, come purtroppo ha fatto lei, ampia, rumorosa e imbarazzante dimostrazione.

Giuseppe Riccardo Festa

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