di Marco Toccafondi Barni
FRANCIA – NORVEGIA 4 -1 (Dembélé (3), Aasgaard, Doué)
– Vabbè, se è così ditelo, che evitiamo di giocare. E’ vero, magari la Norvegia non è esattamente quella vera, però la Francia ha dominato la nazionale che era addirittura considerata una potenziale sorpresa e fatto un sol boccone degli azzurri durante le qualificazioni.
Ieri la Francia con un perentorio 4 a 1 ai norvegesi si è guadagnata non solo la leadership nel girone, era scontato, ma nei fatti ha ipotecato un pezzettino di coppa. Ammettiamolo, visto il talento quasi incredibile che veste in Bleus, puo’ soltanto perderlo. Unica rivale, forse, la Spagna, molto meno talentuosa in generale, ma forse un tantino piu’ squadra.
Fa tutto il pallone d’oro, che dopo appena 7 minuti porta già in vantaggio i transalpini: al solito Mbappè ispira e il centravanti del PSG tira di destro sul secondo palo battendo un impotente Selvik.
La partita è già in discesa dopo 420 secondi, ma a quelli che “possono solo perderlo” bastano pochi minuti per il raddoppio: al 20°minuto è ancora Dembélé che, con un’ azione praticamente identica alla precedente, supera il buon Ostigard la passa a Dembèlè che di sinistro la mette. La Norvegia accorcia subito, però non basterà contro questa gente e ancora lui, Dembélé, fa tripletta prima dell’ intervallo.
Nel 2° tempo passano soli 5 minuti e anche Maignan si mette in mostra parando un rigore calciato maluccio da Larsen.
Arriva così la zona Cesarini e allora c’è il tempo della definitiva goleada: cross di Barcola e la chiude di testa Désiré Doué. Vabbè, viene da chiedersi se è proprio necessario andare avanti con una Francia così ? Sì, perché sono i Mondiali e non si chiudono mai. E’ la magia del calcio.
Nell’ altro incontro del girone il Senegal fa la manita all’ Iraq e adesso spera.
SPAGNA – URUGUAY 1-0 (Baena)
– Eccola l’unica rivale dello strapotere Bleus al Mondiale: la Spagna. Ma è una Roja abbastanza timida quella che elimina l’ Uruguay e il maestro “el loco” Bielsa dal torneo.
Infatti la Celeste e il suo leggendario allenatore preparano bene il match che non a caso è bloccato e giocato alla pari per quasi tutto il primo tempo, fino al 42° , quando un’ ennesima papera di Muslera (possibile che in un paese piccolo, ma da sempre prolifico come pochi altri di talenti calcistici non vi sia un portiere in grado di sostituire una ormai anziana “leggenda” ? ) permette ad un tiro facile e abbastanza centrale di entrare in porta. Nella ripresa i sudamericani entrano in campo consci di dover fare almeno un gol per non salutare in anticipo il torneo, ma non ci riescono nemmeno lontanamente. E’ terza nel girone sì, ma il ripescaggio con certi numeri è matematicamente impossibile. Invece nell’altra partita del girone scende in campo anche la storia, quella vera, infatti Capo Verde trova il punto necessario per vivere una serata davvero leggendaria e unica: è secondo posto e quindi anche il pass per i sedicesimi di finale, dove affronterà una grande rivale proprio dell’ Uruguay: l’ Argentina di Messi & Co.
NUOVA ZELANDA – BELGIO 1 – 5 (Trossard (2), De Bruyne, Lukaku, Saelemaekers, Just)
– Rudi Garcia lo aveva detto in conferenza stampa: “Vinceremo con la Nuova Zelanda, dobbiamo farlo”. E’ andata così, il Belgio domina fin dai primi minuti.
Dapprima, al quarto d’ora, Trossard prende un palo clamoroso con la palla che danza sulla linea, dopo fa una doppietta personale e sfoggia in suo gesto degli occhiali. Poi i Diavoli Rossi dilagano con le reti di De Bruyne, il sempre verde Lukaku e Saelemaekers. Per la Nuova Zelanda solo il gol della bandiera.
Nell’ altra partita di girone un incredibile finale conferma come il calcio, talvolta, sia davvero una questione di centimetri, copyright Dino Viola, in quanto l’ Iran non vince ma pareggia con l’ Egitto e ora deve solo sperare di essere tra le migliori terze. Faraoni invece ai 16esimi come 2°
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