Ho già preparato la valigia che, spero, mi sarà concesso di portare con me in carcere quando sarò arrestato.
Sarò arrestato quando, e se, il Parlamento italiano approverà il disegno di legge attualmente in discussione (presentato dalle destre ma appoggiato anche da alcuni esponenti delle opposizioni) che prevede pene severe per chi, in qualunque modo e in qualunque forma, osi criticare lo Stato di Israele o il sionismo, equiparando queste critiche all’antisemitismo.
Lo dichiaro già da ora: io, sincero ammiratore della cultura ebraica; io, che come ogni persona civile ho condannato e condanno la strage perpetrata da Hamas quel maledetto 7 ottobre; ebbene io, in futuro come in passato, anche se dovesse essere approvata quella legge, non esiterò a denunciare e condannare ogni atto e ogni progetto perpetrato o annunciato dallo Stato di Israele che sia inteso a esaltare una sua pretesa superiorità sui popoli vicini e a legittimare espropri, demolizioni, soprusi, abusi, deportazioni e omicidi di civili innocenti.
A maggior ragione denuncerò e condannerò Israele, dopo aver visto con quale gioia feroce il ministro Ben-Gvir, una delle anime nere del governo di Netanyahu, ha festeggiato l’approvazione da parte della Knesset di una legge razzista e discriminatoria che, di fatto, prevede l’applicazione della pena di morte su base etnica.
In realtà, a dispetto del disegno di legge in questione, condannare il razzismo, il cinismo, la disumanizzazione e la legittimazione del massacro dei suoi nemici, che sono l’humus di cui si nutre l’attuale governo israeliano, non ha niente da spartire con l’antisemitismo. In realtà i veri antisemiti sono proprio loro, i Ben-Gvir, i Netanyahu e gli ultranazionalisti sionisti che dell’ebraismo stanno dando al mondo un’immagine che offende prima di tutto proprio gli Ebrei e insulta la memoria delle vittime della Shoah.
Chi ama e rispetta la meravigliosa, ricchissima tradizione culturale ebraica e il contributo che innumerevoli scienziati, scrittori, musicisti e filosofi ebrei – uomini e donne – hanno dato alla crescita della nostra società; chi onora la memoria dei tanti Ebrei che inermi e innocenti hanno subito orrori indicibili non solo durante la Shoah ma anche in lunghi secoli di oppressione e ghettizzazione, ha il dovere di denunciare l’uso vergognoso che l’attuale governo israeliano sta facendo di quella memoria, servendosene come alibi per pretendere di legittimare le stragi e le violenze di cui è responsabile nei confronti di altri popoli inermi e innocenti.
Mi auguro che i promotori del disegno di legge assurdo (oltre che incostituzionale) in discussione nel nostro Parlamento si rendano conto dell’equivoco inconcepibile in cui – voglio sperare in buona fede – sono incorsi equiparando ebraismo e Stato di Israele, e lo ritirino.
Se non lo faranno, e se quella legge dovesse essere approvata, io, lo ripeto, non esiterò a violarla nel nome della libertà di espressione, del principio di umanità, e del rispetto della verità e della giustizia perché quella legge offrirebbe ai Netanyahu, ai Ben-Gvir e ai loro complici un indecoroso alibi morale.
E, quel che è peggio, perché, lungi dal fare del nostro Paese il difensore del popolo ebraico, lo renderebbe complice dei delitti dello Stato di Israele.
Giuseppe Riccardo Festa
Views: 126

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.