2026, LO SVELA MUNDI

di Marco Toccafondi Barni


– Il 3 gennaio, esattamente come avvenne 5 anni fa con l’omicidio del leggendario generale iraniano Qasem Soleimani, gli Stati Uniti con la cattura di Maduro e il bombardamento di Caracas svelano al mondo prima di tutto chi è che comanda davvero, al di là delle sciocchezze su Brics, declino Usa e altre fantasie simili, ma anche altro. Vediamo cosa.

IL DIRITTO INTERNAZIONALE VALE MENO DI UNO STRACCIO SUDICIO – Il panno col quale si pulisce il pavimento vale qualcosina in più di quella tragedia che ci ostiniamo a chiamare diritto internazionale e chi seriamente ci crede appare più patetico di chi pone sopra ogni altra cosa l’economia. Il cosiddetto “diritto internazionale” non esiste, non è mai esistito e al pari della cosiddetta PAX non è quello che pensiamo noi: non sono mai esistiti nè la PAX romana né il diritto. La vera dizione di PAX è che starai sì pure in pace (magari anche dorata come capita a noi italiani o europei da oltre 80 anni) ma solo alle nostre condizioni, mentre il diritto, in questa epoca, è statunitense. Ne consegue che come il fasullo termine di alleato il diritto internazionale è una nostra dizione, siamo nel campo della consolazione mista a fantasia. Credo sia chiaro ed evidente a chiunque alla fine delle fini.

ARRIVANO GLI APPARATI, TORNANO I NEO CONSERVATORI – Difficile immaginare un cambio di rotta così rapido e plateale nel trumpismo, non dimentichiamolo mai un newyorkese che nulla ha a che fare col Mid West e col sud del paese che lo hanno spesso votato, eppure succede. Sì, capita così che lo “svela mundi” del 2026 ci dica anche questo: un egemone non puo’ fuggire da se stesso, mai, dunque se ieri, 3 gennaio 2020, venne brutalmente assassinato un leader iraniano, oggi ne viene sequestrato uno venezuelano, domani casomai un intervento in Iran. Il tutto nega, in ogni evidenza e platealmente, l’immaginario MAGA, che si basa esclusivamente sul far diventare grande la potenza Usa economicamente, traformarsi in un paese come un altro, dedito all’ economia come un’ Australia qualsiasi o qualche satellite europeo; far tornare la produzione di auto a Detroit per agevolare il benessere della classe media statunitense e la felicità economicistica del cittadino, al quale si richiama perfino la mitica carta dei valori Usa. Peccato che la realtà vada nella direzione opposta: non diventi egemone planetario per scelta e allora nemmeno all’ improvviso puoi svignartela da un ruolo tanto pesante. Ed è ciò che sta capitando: un Trump imbarazzato va in conferenza stampa, ma come avevamo previsto fin dal novembre 2024 su queste pagine, viene guidato per mano dagli apparati statali e persino da nemici politici come Rubio, che altro non sono che i soliti neocon, ex trozkisti intelligenti e colti che, in quanto tali, vogliono catechizzare il mondo e fare la storia. Esattamente il contrario dal sogno del Make America Great Again. Trattasi di 2 grandezze diverse: una geopolitica e storica, quella neocon, l’altra soltanto economica (l’allucinazione MAGA). Peccato per il popolo di Trump che un impero egemone abbia un unico senso obbligatorio, non è il loro.

ECONOMIA E UN CAMBIO DI REGIME INEDITO, SICURI ? Tra i tanti assiomi e sofismi, probabilmente fallaci come tutti gli assiomi e i sofismi, vi è un evergreen e una new entry. Il sempreverde è ovviamente quello economico: Trump e gli Stati Uniti avrebbero fatto tutto questo per prendersi il petrolio pregiato e di ottima qualità del Venezuela. La nuova entrata che quanto successo ieri sia un inedito assoluto della

storia, cioè addirittura sequestrare un presidente comunque eletto di un paese cosiddetto “sovrano”. Ebbene, al solito si ignorano i nudi fatti: lo stesso Maduro, messo alle strette, aveva pubblicamente dichiarato di voler trovare un accordo economico sul petrolio con gli Stati Uniti e alle loro condizioni, fatto poi confermato dallo stesso Trump in conferenza stampa. Di cosa parliamo dunque ? Riguardo all’ inedito della storia non pare proprio, infatti basta tornare con la memoria alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, per ricordare che un’ operazione praticamente identica fu fatta nel dicembre 1989 e proprio nella fase apicale dell’ egemonia statunitense, a poche settimane dal crollo del muro di Berlino, contro Panama e Noriega. Eppure anche allora si trattò essenzialmente di cosmesi geopolitica: un gattopardesco tutto cambi apparentemente con la caduta del leader, affinché poco cambi davvero. Ignorare la premio Nobel Machado pare svelare al mondo che il Venezuela del 2026 sia in realtà la Panama del 1989.

E ALLORA PERCHE’ TUTTO QUESTO – Semplice, ed è la parte più importante dello “svela mundi” 2026 : dire all’ impero rivale cinese che sì, ci si puo’ accordare su alcuni dossier, ma in questo secolo e forse anche nel prossimo, comandiamo noi. Nel contempo continuare a corteggiare la Russia, facendo notare come tutto quello che il Cremlino sognava nel suo estero vicino ucraino gli Stati Uniti possono farlo in un’ oretta nel proprio cortile di casa. Va da sè e senza manco gridarlo troppo che appare ridicolo come Maduro venga accusato di narco traffico da chi ha usato Hamid Karzai (sempre i neocon in Afghanistan a inizio secolo), ovvero il membro di una famiglia di narcotrafficanti o al contempo far sparire improvvisamente il fentanyl dal dibattito visto riguarda l’insidioso Messico, ma sono faccende secondarie. Ciò che conta davvero adesso è far capire chi comanda e quale sarà l’unica potenza egemone almeno in questo secolo: gli Stati Uniti d’ America.

Con buona pace del popolo MAGA, dei Brics e di un mondo multipolare. Questo secolo e forse anche il prossimo saranno a stelle e strisce. Non è mai sembrato così evidente.

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