VARIANTE OMICRON: ISTRUZIONI PER L’USO.

Credo che, in questa fase della Pandemia da Covid-19,  una caratteristica di fondo che accomuna specialisti, gente comune e Governi delle varie nazioni, europee e non, sia l’incertezza.

Incertezza che investe tutti gli attori di questo dramma,  a cominciare dagli specialisti che vediamo ogni sera in televisione e che spesso danno risposte contraddittorie a domande semplici come quelle che riguardano la durata della pandemia, cosa si rischia se ci si contagia,  se sono realmente efficaci le misure di prevenzione, siamo o meno protetti dalla dose booster, per quanto tempo ancora dobbiamo rinunciare alla nostra socialità, ecc. Siccome i Governi e i Ministeri della Salute di ogni Stato non possono ovviamente prescindere dalla opinione degli esperti, da essi spesso vengono emanati decreti e risoluzioni che riflettono le contraddizioni che cavalcano i sapienti. E le persone attraversano giustamente momenti di smarrimento. Con ovvie e drammatiche ripercussioni economiche: crisi del turismo e delle attività ad esso connesse, depressione economica , rischi di un nuovo crollo del PIL,  caduta dell’occupazione e perdita dei posti di lavoro.

Quante volte abbiamo letto o sentito dire di essere prossimi a vedere la luce in fondo al tunnel, che la fine della pandemia fosse prossima, che presto sarebbe diventata solo un pallido ricordo? Non è andata così, purtroppo.  Siamo alla quarta ondata, chissà se ce ne saranno altre, e quante ce ne saranno,  in che modo ne saremo condizionati.  Tuttavia,  accanto alla incertezza  mi pare di percepire parlando con i colleghi, con persone che incontro e con i pazienti una sensazione di maggior fiducia e ottimismo, che apparirebbero poco giustificati se solo guardassimo ai numeri della Pandemia:     la variante Delta che un anno fa dall’India si era diffusa velocemente e progressivamente in Inghilterra,  in Europa  e negli Stati Uniti incuteva davvero terrore:  i morti per Covid negli Stati uniti erano   circa 1400   al giorno, un numero di poco inferiore si registrava in Russia, il Brasile era allo stremo, e in Italia i morti si contavano in diverse centinaia al giorno.  Per la precisione  il 21 gennaio dello scorso anno,  nel Nostro Paese le persone contagiate, sintomatiche ed asintomatiche, erano 516.568, i morti   ben 488, con una media giornaliera di 450,     i contagi erano 12.351 su un totale di tamponi effettuati di 246.030. Un numero di gran lunga inferiore a quello di questi giorni, anche se le percentuali di positività erano relativamente basse, del 5,0%. Oggi 23 gennaio 2022 i contagi sono ufficialmente 138.860, cioè più di dieci volte quelli dello scorso anno, anche se i tamponi effettuati sono quasi 933.400. Più tamponi,  più positivi, si direbbe, se non che la percentuale di positivi è ben superiore a quella del 5% dello scorso anno, e si attesta in media sul 15 – 16 %, cioè tre volte più alta rispetto allo stesso periodo del 2021.

Cosa giustifica quindi questa pallida percezione di ottimismo e questa timida sensazione di fiducia? Forse la consapevolezza che la nuova variante OMICRON, pur essendo contagiosissima faccia meno male della precedente (nei vaccinati), e che essendo la sua contagiosità persino superiore a quella elevatissima del Morbillo, sarebbe in grado, per così dire, di sbarrare la strada ad altre varianti, che per subentrare all’Omicron dovrebbero essere ancora più contagiose, il che non è così semplice persino per un virus altamente diffusivo e variabile, come il SARS-COV-2.  Devo dire, per quanto mi riguarda, di condividere, con sollievo questa sensazione. E questo sulla base di alcuni pronunciamenti di esperti di chiara fama mondiale, quali il prof Anthony Fauci, che ormai tutti, anche il pubblico televisivo, conoscono, e un recente articolo, del 19 gennaio 2022, comparso sulla prestigiosa rivista The Lancet scritto dallo studioso Christofer Murray.

Il professor Fauci,  consulente scientifico di Trump, e ora di Biden, negli scritti ma anche nelle interviste televisive, ha più volte affermato che l’attuale variante del Covid-19, l’Omicron è certamente meno pericolosa della delta di origine Indiana, ma non è affatto uno scherzo, soprattutto nelle persone non vaccinate, che è sempre più necessario continuare a vaccinarsi,  e questo vale anche  per i bambini sopra i cinque anni, che occorre continuare a rispettare le regole che pongono un argine al diffondersi del virus, cioè mascherine adeguate (le ffp2), distanziamento e igiene ripetuta delle mani.

Il professor Murray, dell’Università di Seattle,  ha recentemente pubblicato un bell’editoriale su una delle riviste mediche più prestigiose. Il succo del suo ragionamento è che la infezione da Covid-19 continuerà ancora, ma che gradualmente assumerà le caratteristiche di una pandemia, che somiglierà sempre più ad una bruttissima (e ancora pericolosa) influenza, ma che sarà meno pericolosa e che riusciremo a convivere con essa. Speriamo.  Nel suo articolo, basandosi sulle stime dell’Institute of Health Metric and Evaluation (IHME), scrive che nell’ultima settimana nel mondo si sono registrati circa 125 milioni di contagi al giorno attribuibili alla variante OMICRON, che rappresentano un numero ben dieci volte superiore a quello della variante delta al suo picco nell’aprile del 2021. Questa variante è praticamente diffusa in tutti  gli Stati, particolarmente nell’Europa Occidentale, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Talmente diffusa che è destinata a infettare entro le prossime settimane il 50% della popolazione mondiale. Il motivo è semplice: la corsa del virus pur essendo iniziata in ritardo rispetto alle vaccinazioni, è diventata di gran lunga più rapida delle iniezioni del siero vaccinale. Fino a superarne le difese. In pratica il virus si è diffuso ad una velocità tale da rendere quasi vana  la corsa assai più lenta ai vaccini, che rappresentano un argine al suo diffondersi, insieme alle mascherine e al distanziamento sociale, che purtroppo nei giovani non sempre viene rispettato.  Tuttavia la variante OMICRON, a detta di Murray,  è di gran lunga meno grave della Delta, e in base a recenti evidenze comprese studi fatti in Sudafrica, dove per prima è comparsa, sarebbe asintomatica fin nell’ottanta per cento dei soggetti infetti. Nonostante questo, però,  i ricoveri non rallentano,  le terapia intensive di paesi come la Francia, e la Germania sono in affanno, mentre nel nostro Paese i ricoveri in Reparti Covid sono in costante aumento, e quelli in terapia intensiva, pur mantenendosi stabile negli ultimi giorni sono almeno il doppio rispetto all’anno scorso. Il motivo è semplice: e sta nella grossa fetta di persone contagiate. Se si ammalano il 10% di 100 individui di una variante meno contagiosa ma più grave, in ospedale finiranno 10 persone. Se si ammala il 1% di un milione di persone di una variante meno grave ma più contagiosa in ospedale finiranno 1000 persone, un numero evidentemente ben maggiore. È solo un esempio per capire in cosa consista la pericolosità della variante OMICRON. Che, ripeto, citando Fauci, non è uno scherzo, e rischia di essere 30 volte più letale nei non vaccinati, che sono la gran parte delle persone che occupano le terapie intensive del nostro Paese. La variante OMICRON, a causa della sua diffusione  è dunque destinata ad infettare entro qualche settimana metà della popolazione mondiale, e al destino di una diffusione del contagio è destinata anche la Cina e la Nuova Zelanda, che ancora adesso adottano misure di gran lunga più drastiche per il diffondersi della pandemia. Secondo Murray, sarà davvero interessante vedere come si comporterà il contagio nei paesi ancora non estesamente colpiti dalla infezione, per esempio quelli dell’Europa dell’Est, se la corsa ai vaccini, unita al rispetto delle misure di sicurezza sarà in grado, come si spera, di porre un argine  alla diffusione del  virus.   La diffusione a macchia d’olio del contagio, dovuto alle caratteristiche di estrema contagiosità ha comunque come conseguenza una più rapida immunizzazione della popolazione, unita ovviamente alla vaccinazione. Insomma le difese naturali, scatenate dal contagio, insieme a quelle  determinate dalla vaccinazione, renderanno, si spera,  bene presto immune gran parte della popolazione mondiale. E, se non verranno fuori altre varianti, probabilmente il virus diventerà endemico, cioè assumerà le caratteristiche di una brutta influenza e colpirà soprattutto le persone non vaccinate, quelle nelle quali il titolo anticorpale sarà,  col passare del tempo, ridotto, e le persone con il sistema immunitario compromesso. Naturalmente se tutti questi soggetti adotteranno le misure di protezione più volte ricordate e ricorreranno a dosi periodiche di vaccini, per il momento non si sa ogni quanti mesi, la diffusione del contagio sarà ovviamente destinata a ridursi sempre più.  La percezione che il virus desterà minori preoccupazioni è stata infine confermata stasera, 23 gennaio 2022, da un comunicato dell’OMS, in base al quale è probabile che in Europa la pandemia sia presto destinata a scomparire.

Si spera quindi che per accompagnare questa discesa lenta ma,  ci auguriamo, costante del contagio, il nostro Governo emani disposizioni chiare e semplici da seguire, e diverse dalle attuali che rappresentano un vero e proprio rompicapo nel quale è assai difficile destreggiarsi. Per quanto mi riguarda,  non ho particolari problemi a seguire le indicazioni, si spera univoche,  che il Governo del nostro Paese intenderà prendere, tenendo conto ovviamente della esigenza di frenare il contagio e al tempo stesso di sostenere la nostra economia.  Se ci sarà da indossare ancora le mascherine ffp2, se dovremo fare presto una dose di richiamo, se dovremo continuare a curare scrupolosamente l’igiene delle mani, non farò alcuna obiezione, imitando il comportamento di Vittorio Feltri, disposto a vaccinarsi anche più di tre volte se questo vorrà dire preservare la propria salute. È la stessa raccomandazione del prof. Massimo Galli, che,  dopo due anni nel corso dei quali nel suo Reparto di malattie infettive ha curato tanti infetti senza contrarre l’infezione, si è contagiato da pensionato, nel momento in cui solo per una sera ha abbassato, per così dire,  la guardia: pur essendo trivaccinato ha dovuto ricorrere alla somministrazione delle immunoglobuline per venire rapidamente a capo dell’infezione. Dimostrazione evidente della necessità, da parte di tutti vaccinati e non,    di continuare ad osservare comportamenti corretti per non ammalarsi.

Angelo Mingrone

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