Una Ri(de)forma che non riduce costi della politica!

Penso che la campagna del “basta un si” è basata,  sull’abuso della credulità popolare.  Parlano di risparmi per oltre 500 milioni di €,  ma mentono sapendo di mentire. Per questo – IoVotoNo!

 

risparmi-in-riformaRenzi ha ripetuto e continua a ripetere che con la  Riforma Costituzionale targata Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini si risparmierebbero 500milioni di €. Penso che si  tratta di “abuso della credulità popolare” Si può ipotizzare che mentono sapendo di mentire.

Nessun risparmio, né riduzione di parlamentari (sostituiti da consiglieri, spesso, indagati) e più poteri al premier: questa a mio vedere si chiama Dittatura!

Sui risparmi in riforma, tutto iniziò con le dicerie  iperspaziali di Renzi del marzo 2014:

Insieme all’abolizione delle Province il risparmio stimato è di 1 miliardo di euro all’anno.

Chi l’avesse stimato non si sa, fatto è che nell’ottobre 2014 la Ragioneria Generale dello Stato, con nota 28 ottobre 2014 prot. n° 83572, fa davvero la stima delle minori uscite che deriverebbero dalla riforma:

  • 40 milioni circa dalla soppressione della diaria per i Senatori
  • 9 milioni circa dalla riduzione del numero dei Senatori
  • 8,7 milioni dalla soppressione del CNEL

 In totale 57,7 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la soppressione delle Province occorre evidenziare che in quanto tali sono già state soppresse. Vero, gli è stato solo cambiato il nome e abolite le relative elezioni, ma l’unico risparmio possibile è già stato ottenuto: niente indennità ai sindaci che compongono il consiglio delle Città Metropolitane.

Nessun ulteriore risparmio sopprimendo dalla Costituzione il termine “Province”.  A parte l’inchiostro per scrivere “Province”, s’intende.

Quindi la battuta dei risparmi in riforma è troppo ghiotta per l’effetto che fa, un vero e ghiotto slogan, e quindi, riducendone la portata a “soli” 500 milioni di euro, è comunque uno dei cavalli di battaglia della campagna “basta un si” .

Ma  sostenere che la Ragioneria Generale dello Stato abbia quantificato i risparmi in riforma in 500 milioni l’anno è completamente sbagliato!

La stima della Ragioneria Generale dello Stato:

Sappiamo che, la nota della Ragioneria Generale dello Stato  si ferma a 57,7 milioni. E la nota di trasmissione al Presidente della I Commissione è firmata proprio dalla Boschi. Quindi ci domandiamo se  dovremmo ipotizzare che tenta fraudolentemente di dare notizie, forse, distorte  al popolo!

Cercando il pelo nell’uovo, se poi volessimo essere pignoli, la nota si esprime solo in relazione alle minori uscite (risparmi propriamente detti) e non tiene conto dell’incremento delle uscite.

Nel il bilancio di previsione 2016 del Senato vediamo  quali spese incrementano:

 

  • Il Senato eroga le pensioni ai Senatori. Con aggiornamento al 10 Agosto 2016 circa 122 Senatori sono già in età pensionabile. Per questi, i risparmi in riforma sulla diaria sono puramente virtuali perché la spesa si sposta immediatamente dal capitolo di bilancio “Competenze dei Senatori” al capitolo “Trattamento dei Senatori cessati dal mandato”. Ma restano sempre a carico del Bilancio del Senato.
  • Anche le spese di segreteria aumenteranno. Rapportando ai 100 Senatori residui avremmo una spesa di circa 11.830.476,19 con un risparmio di 25.435.523,81 che è il risparmio calcolato dalla Ragioneria Generale dello Stato. Ma è evidente che con i Senatori presenti 2 giorni a settimana, occorrerà potenziare le segreterie di assistenza parlamentare. Non solo le segreterie tecniche dovranno studiare le leggi per conto dei senatori e relazionare, ma le segreterie politiche dovranno coordinarsi con le segreterie degli altri senatori per verificare le condizioni per richiamare la legge. Diciamo quindi che le segreterie e i rimborsi per lo svolgimento del mandato dovranno essere raddoppiate.

 

Quindi a occhio e croce risparmi in questa Riforma non ce ne sono, anzi piuttosto, probabilmente si incrementeranno le spese!

 

La campagna del “Si”  sembra davvero che sia basata, quindi, sull’abuso della credulità popolare.

 

E ‘ il caso di dire, quindi che chi vota sì vota per la conservazione dei privilegi di una casta ormai senza scrupoli, rafforzando  ancor di più quel di potere oligarchico che continua a prenderci in giro, dandogli ancora più poteri nel continuare a farlo. Chi sostiene e VOTA NO invece, vuole dare un taglio ad una politica assurda che ormai non è più vicina al popolo e smette di farsi raggirare da chi basa la politica sulla credulità !

 

L’Invito è : Il 4Dicembre al Referendum Costituzionale VOTA NO !

 

Da un’idea di  “ S. Ali ”

 

 Attivista Meetup Cariati – Movimento  – Damiano Scarpello

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