Una piccola storia … di solitudine!

Il silenzio, quasi assordante, dominava la scena

Vi voglio raccontare una piccola storia. Nulla di chissà che. Di buon mattino ho fatto una passeggiata per le strade del mio quartiere. Il leggero fresco iniziale – erano le ore 5.45 – mi ha invogliato ad allungarmi un tantino, oltre l’abituale circuito. Per strada non c’era nessuno. Neanche i soliti runners che di questi tempi spuntano come funghi e in forme diverse da ogni angolo di strada. Non ho incrociato nemmeno i giovani che a quell’ora tornano a casa, sempre un po’ stonati, dalla notte di baldoria.

Il silenzio, quasi assordante, dominava la scena. Mentre camminavo per strade, quasi mai battute, mi facevo scivolare piacevolmente addosso quella leggera brezza di vento. Il resto dell’atmosfera inusuale lo componeva il canto degli uccellini. A tratti più forte e in altri più debole. È stato a quel punto che ho sentito in lontananza una sorta di sottile lamento. Inizialmente non sono riuscito a comprendere da dove provenisse. E poi non capivo se fosse di una persona o di un animale su qualche balcone.

Mi sono un attimo irrigidito. Quel rumore ha rotto il mio incantesimo nel quale mi ero cullato fino a quel momento. Per un istante me la sono presa con me stesso sul perché mi ero spinto così lontano dal mio abituale giro. Mille dubbi mi hanno assalito. Ho rallentato il mio passo. Dubbioso di proseguire in direzione di quel flebile rumore. Ecco che all’improvviso ho capito da dove provenisse. In lontananza ho scorto una panchina sulla quale era seduta una donna di mezza età.

Non parlava in italiano. Piangeva a cellulare con qualcuno. Quasi si disperava. Non capivo cosa dicesse. Ho cercato di non farmi vedere. Ho voltato in una traversa e mi sono fermato. Non volevo lasciarla sola, ma sola con il suo interlocutore. Ho pensato in quell’attimo quanto fosse complessa la vita di quella persona. Il forte dolore che provava era insopportabile. In fondo sono proprio queste le nuove prospettive da cui dobbiamo guardare il mondo che ci circonda. Il mondo intorno a noi è diventato troppo complesso, e la complessità si manifesta in varie dimensioni contemporaneamente.

Per fortuna a poco a poco quel lamento si è dissolto. Come se la pace si fosse palesata. Che sollievo! Ho ripreso così il mio cammino, seppure con qualche pensiero. Riflettendo su quanto avessi visto e sentito. Sono sempre più convinto che la nostra vita non sia solo una somma di avvenimenti, ma un complicato intreccio di significati che ascriviamo a quegli avvenimenti. E stamattina nella mia vita si è aggiunto un altro avvenimento.

Buona domenica

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