Una calda e concitata riunione si è tenuta, presso il centro sociale di Cariati, sulla Discarica di Scala Coeli, realizzata in contrada Pipino dalla Bieco srl

Una calda e concitata riunione si è tenuta, presso il centro sociale di Cariati, sulla Discarica di Scala Coeli, realizzata in contrada Pipino dalla Bieco srl, alla quale hanno partecipato i sindaci di Cariati, Scala Coeli, Campana, Mandatoriccio, Terravecchia, Pietrapaola, Crucoli ed Umbriatico, il comitato permanente, composto dai comitati antidiscarica di Scala Coeli e Crucoli, l’associazione Le Lampare, la Rete Difesa del Territorio F. Nisticò, il circolo SEL di Calopezzati e moltissimi cittadini di Cariati e del territorio interessati alla delicata problematica. I lavori sono stati introdotti dalla proiezione di un video amatoriale sui momenti di tensione tra i primi cittadini del territorio del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese ed i titolari dell’impianto nella giornata del 29 febbraio scorso, al momento del sopralluogo dei tecnici ARPACAL. Le immagini sono state trasmesse con l’obiettivo di evidenziare che quanto sostenuto dalla Bieco, inerente le minacce subite da parte dei sindaci e di quanti erano presenti, non corrispondono alla realtà. “Le comunicazioni della Bieco, ha puntualizzato il sindaco Filippo Sero, stravolgono la realtà, confermata invece da prove documentali schiaccianti. La dignità istituzionale è stata letteralmente schiacciata, per cui non possiamo fare altro che procedere per tutelare la nostra integrità politica e morale. La Bieco ha violato, ha concluso Filippo Sero, una serie di prescrizioni e adesso ci deve dire se è vero che ha realizzato opere difformi al progetto originario e su particelle non autorizzate”. Nel suo intervento, il sindaco di Scala Coeli Mario Salvato, ha denunziato l’iter dei momenti del percorso di “irregolarità palesi sottaciute da tutte le istituzioni sovra comunali: non siamo contro un impianto realizzato in barba a tutte le norme edilizie e soprattutto senza il preventivo assenso dei cittadini che, quando si tratta di edificare un sistema ad alto impasto ambientale hanno il diritto di pronunciarsi”. Il sindaco di Mandatoriccio, Angelo Donnici, ha evidenziato “il disinteresse delle istituzioni: la Regione Calabria si è defilata e sulla questione non si è mai pronunciata con chiarezza. E’ evidente che per questo territorio c’è un progetto di abbandono”. Negli interventi gli esponenti del comitato permanente hanno richiamato tutti alle proprie responsabilità e ad un’azione più incisiva. “Dobbiamo procedere uniti, hanno asserito i vari esponenti del comitato, con atti legali e mai violenti, come il nostro costume. Si inizi un percorso virtuoso a cominciare dalla cultura, dalla raccolta differenziata che non solo potrebbe risolvere il dilemma ma servirebbe anche all’economia del territorio”. Il comitato ha chiesto, infine “un incontro urgente al prefetto di Cosenza, all’assessore regionale all’ambiente, al direttore del Dipartimento e al comitato Regionale per emergenza rifiuti”.

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