Un appello: Pio e Amedeo … … non Vi consumate!

Non fatevi governare e consumare dal successo

Miei Carissimi Pio e Amedeo,

erano tanti anni, forse davvero molti dal raggiungimento dell’età della ragione –  e non esagero mica – che non mi soffermassi davanti al piccolo schermo per più di 5 minuti. Si. La televisione non è il mio intrattenimento preferito, quando rientro a casa dalla giornata di lavoro. Anzi. Qualcosa che in parte detesto. Subisco. Un inutile parlarsi addosso che, ormai, ha fatto il suo tempo.

Non vi conoscevo per niente. Se non per qualche “pezzo” letto qua e là nelle cronache giornalistiche e qualche video che mio figlio mi invitasse a vedere in rete. Sprazzi che mi hanno tuttavia incuriosito, al punto che vi ho seguito con interesse per la prima volta nelle vostre ultime comparsate in Amici, trasmissione che va per la maggiore tra i giovani.

Ho capito, vedendo il vostro modo di rendere tutto molto semplice, veloce e diretto, che era arrivato il momento di fare uno strappo alla regola. Di fermarmi a vedere il vostro varierà, che sarebbe andato in onda per tre venerdì di seguito. Confesso. Ero molto titubante che mi avreste conquistato. Che in fondo mi avreste fissato per più di 5 minuti al vostro show.

Quella “Felicissima Sera …” da Voi tanto annunciata e che mi ha riconciliato con il mondo vero. Nulla di sovrastrutturato, ma un mostrarsi liberi di mente e di pensiero. Avete abbattuto un muro di falsità. In modo genuino e sincero. Ho pianto. Lacrime di felicità e non lo nascondo, perché alcuni momenti li avete saputi rendere leggeri e veri, senza fronzoli. E poi quegli abbracci finali. Si è visto che ve la siete sudata tutta per arrivare sino a lì. Non vi siete dimenticati nessuno. Le immagini hanno cristallizzato il vostro modo di essere e di rapportarvi a chi sentite parte della vostra squadra.

Avete svelato i vostri sacrifici di una vita e quelli delle vostre amate famiglie. Quelle famiglie che credono sino alla fine ai sogni dei loro figli. Sentimenti forti che hanno unito tanti italiani che si sono sentiti parte di voi. Come se su quel palco, davanti a pochi spettatori (!!), ci fossero tanti nostri connazionali, che fanno sacrifici e che avete omaggiato del vostro naturale e invincibile coraggio.

C’è molto “Sud” nel vostro modo di fare e intendere la televisione, che ha fatto riscoprire la bellezza del varietà con lustrini e paillettes, le battute da patentino anti-censura conquistato sul campo e la comica drammaticità da pianerottolo. Siete stati capaci di manifestare l’orgoglio foggiano. Quella Foggia tanto bistrattata e che ha dato i natali, invece, a tantissimi uomini e donne che si sono affermati in ambito sociale, culturale, sportivo e artistico. Voi siete un esempio.

Bravi. Davvero bravi. Siete pieni di umanità che fa bene al cuore e all’animo. Sento di rivolgervi solo ed un unico appello. Vi prego, cari amici Pio e Amede, non Vi consumate. Non sciupante il Vostro talento. Quella naturalezza del vostro essere artisti. Sappiate dosare il vostro estro artistico e anche la vostra immagine. Non fatevi governare e consumare dal successo. Al contrario, governate voi il successo. Ve lo siete guadagnato con la fatica vera e con la grande fame di riuscire.

Una caro e forte abbraccio, vi voglio bene!

Nicola Campoli

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