TRIBUNALE, NO REFERENDUM VERGOGNA DI STATO La Consulta va contro i principi della Costituzione italiana

ROSSANO (Cs) Giovedì, 16 Gennaio 2014 – Soppressione Tribunale, si è consumata l’ennesima vergogna di Stato. Con la dichiarazione di inammissibilità della richiesta di referendum abrogativo della Riforma della Giustizia sono stati traditi i principi democratici sui cui fonda le sue basi la Costituzione italiana. È sconcertante che non si dia retta alle istanze pervenute da ben nove Consigli regionali. La pronuncia della Consulta ratifica, in modo chiaro e definitivo, la negazione del Diritto alla Giustizia in questo vasto e complesso territorio della Calabria. Non molliamo. Continueremo a batterci affinché, prima o poi, si ponga fine a questo epocale sopruso. Il Sindaco Giuseppe Antoniotti ha commentato così la pronuncia con cui la Corte Costituzionale, organo che svolgono la funzione fondamentale di garantire l’applicazione dei principi della Costituzione, ha dichiarato inammissibile la richiesta di Referendum abrogativo della Riforma della Giustizia, che in Calabria è stato promosso dai Consiglieri regionali Giuseppe Caputo e Salvatore Magarò, avanzata da altre otto Regioni (Marche, Puglia, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Campania). È la Giustizia che sopprime la Giustizia – aggiunge il Primo cittadino – in un’inaudita e scellerata decisione che non tiene in alcuna considerazione le istanze del popolo sovrano. Siamo all’assurdo. Contro la decisione di sopprimere il Tribunale di Rossano, che da più parti ed in modo oggettivo è stata dichiarata impropria ed iniqua, si è alzata un’opposizione giusta, senza alcun colore politico. Perché – prosegue Antoniotti – le pretese di questo territorio, che ormai da tre anni continuiamo a rivendicare, sono inoppugnabili ed ineccepibili. Questo se solo si pensa che, da quanto appreso, a Castrovillari, sede accorpante e nonostante la nuova sede giudiziaria, pare ci siano grosse difficoltà logistiche nell’accorpare la mole di lavoro del Tribunale di Rossano. Insomma, si è cercato di stravolgere tutto per non cambiare nulla. Anzi, probabilmente solo per peggiorare uno dei più importanti servizi di garanzia che lo Stato offre ai suoi cittadini. Ciò, nonostante nell’incontro del 10 settembre scorso, a Roma, il Presidente della Giunta regionale Scopelliti, avesse garantito al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, l’ammortamento a carico della Regione, di tutte le spese logistiche del Tribunale. Anche se – ricorda ancora Antoniotti – il Governo, assoggettato ai suoi burocrati, invece di far cassa tagliando servizi, come appunto il Palazzo di Giustizia di Rossano che ha un costo annuale di 500mila euro, farebbe bene a eliminare gli sprechi, vere vergogne di Stato. Come ad esempio i circa 600milioni di euro annui per coprire i cosiddetti fitti d’oro dei palazzi della politica. Ma non demordo, perché da uomo delle Istituzioni che crede nei valori della democrazia e sui principi fondanti della nostra Costituzione, rimango ancora fiducioso e ottimista riguardo al futuro del presidio cittadino. Nelle ore successive alla sentenza della Consulta – conclude il Sindaco – mi sono subito attivato presso i referenti politici regionali e nazionali affinché non si molli la presa sul Governo che, al momento, è l’unico responsabile, insieme ai suoi predecessori, del collasso giudiziario dell’Area urbana Corigliano-Rossano e della Sibaritide. Nelle prossime ore, intanto, l’Amministrazione comunale si farà portavoce, con gli altri comuni del circondario, le associazioni forensi ed i comitati civici, dell’opportunità di ricorrere, contro gli effetti della pronuncia della Corte Costituzionale, presso la Corte di giustizia europea. Affinché la sacrosanta proposta referendaria non vada dispersa.

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