TRIBUNALE, BATTAGLIA MAI CONSIDERATA PERSA

Le sorti del Tribunale di Rossano non sono affatto spacciate. L’illegittimità della normativa che ha rivisto la geografia giudiziaria è palese. Così come è stata concepita, quella revisione può considerarsi morta. Il Governo ed il Ministro della Giustizia ne devono prendere atto. I parlamentari, nella loro sovranità, devono intervenire con una legge che blocchi il caos che è conseguito a modifiche selvagge e che fanno acqua da tutte le parti. Ad oggi sono aumentati a 16 i provvedimenti di rimessione alla Corte Costituzionale della questione della geografia giudiziaria. A questi sarà utile unire anche il ricorso del Comune di Rossano, attraverso apposito mandato che sarà affidato, senza alcun costo per l’ente, attraverso la collaborazione con l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani (ANAI). E’ quanto è emerso nell’incontro avuto nel pomeriggio di ieri (venerdì 15), presso un noto caffè cittadino (Il Capriccio, su Viale dei Normanni), prima dell’inizio del convegno sulle professionalità forensi a Palazzo San Bernardino, tra il Presidente dell’ANAI Maurizio DE TILLA, il coordinatore della commissione per la riforma professionale OUA Domenico MONTERISI, il consigliere regionale Giuseppe CAPUTO, la presidente ANAI presso il Tribunale Rossano Graziella ALGIERI, il vicesindaco di Rossano Guglielmo CAPUTO e diversi avvocati del Foro rossanese. Nei prossimi giorni – fa sapere il vicesindaco Guglielmo CAPUTO – l’Amministrazione Comunale adotterà gli adempimenti necessari per procedere senza indugi sulla strada suggerita e condivisa con il Presidente DE TILLA. L’obiettivo di tutto il territorio resta quello di dimostrare, in tutte le sedi, l’errore di fondo commesso in un provvedimento legislativo che da più punti di vista appare contrario alla nostra Costituzione. Con il proficuo incontro di ieri – conclude CAPUTO, portando i saluti del Sindaco fuori sede per impegni concomitanti – si rinvigorisce la speranza di questa Città e dell’area urbana in una battaglia corale, di civiltà e di diritto alla giustizia, che nessuno di noi aveva mai considerato persa.

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