TERRAVECCHIA 1921 – 2021 – 100° ANNIVERSARIO DI AUTONOMIA COMUNALE

Terravecchia

Carissimo direttore, nell’augurare a lei, alla redazione di Cariatinet e a tutti i suoi lettori un felice anno, sollecitato dall’articolo del redattore Nicola Campoli Terravecchia: 100 anni e non li dimostra! O li dimostra?, mi onoro inviare una sintesi storica degli eventi che si sono svolti in oltre un secolo dalla data di aggregazione di Terravecchia a rione di Cariati – 1807 – alla separazione e costituzione del Comune di Terravecchia – 14 aprile 1921. Ciò consentirà ai lettori di avere ben chiare le vicissitudini e l’iter legislativo e il perché i 100 anni sono un evento storico, sociale e culturale che l’istituzione comunale e la comunità Terravecchiese – e non solo – si apprestano a vivere nel 2021 (Covid permettendo).
Sono grato al Dott. Campoli per la sua disponibilità a dare una mano e per i pertinenti suggerimenti, tutti protesi a rendere l’evento più qualificato ed attrattivo per tutti i visitatori ed ospiti che ci vorranno onorale della loro visita.
Ovviamente, se la pandemia lo consentirà, per non farci trovare impreparati, l’Amministrazione comunale, unitamente al sostegno e alla collaborazione di tutti i Consiglieri comunali, ha già predisposto un primo stanziamento di fondi nel bilancio 2020, un’altra somma sarà impegnata nel redigendo bilancio 2021 – proporzionalmente ai fondi disponibili. Tutto ciò per dare lustro al Comune di Terravecchia e onorare degnamente tutti i cittadini e gli ospiti.
L’Amministrazione comunale ha già ottenuto sia il patrocinio della Presidenza della Giunta Regionale della Calabria, sia quello della Presidenza della Provincia di Cosenza, che si ringraziano per la cortesia e la disponibilità istituzionale. Dell’evento, inoltre, è già stata data notizia al Presidente della Repubblica dal quale si attende un riscontro.







La vittoria di Austerlitz del 2 dicembre 1805 portò definitivamente alla ribalta europea Napoleone Bonaparte il quale, nel 1806, dichiarò decaduti i Borboni. Iniziava così nel Regno di Napoli la reggenza del decennio francese (1806 – 1815).
Già a metà di marzo del 1805 era stato costituito il Regno d’Italia e così, con la dominazione francese, in applicazione del Decreto 8 giugno 1805 n. 46, iniziò una nuova riorganizzazione amministrativa sull’intero territorio italiano. Con l’entrata in vigore del novello sistema istituzionale furono costituiti i Dipartimenti, i Distretti, i Cantoni e i Comuni che nel Regno di Napoli sostituirono le università civiche.

Dopo la rivisitazione legislativa del nuovo sistema amministrativo, nel Regno di Napoli, la legge 19 gennaio 1807 n. 14 costituì le circoscrizioni. Alla Circoscrizione n. 12, con sede a Cariati, furono assegnati: Cariati, Caloveto, Calopezzati, Cropalati, Crosia, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scala [Coeli], S. Morello e Terravecchia.
Specificamente ai comuni, il 14 luglio 1807 fu emanato il Decreto n. 118 dal titolo “decreto sull’aggregazione e concentrazione dé comuni di seconda e terza classe distanti dal loro maximum di popolazione”. Si disponeva, con ciò, che il Ministero dell’Interno aggregasse, ove le circostanze lo permettevano, i comuni vicini ricadenti nelle classi demografiche specificate nel decreto.
L’entrata in vigore della legislazione determinò che Terravecchia perdette l’autonomia istituzionale di università, rappresentata dal sindaco e dai decurioni, e nel gennaio dell’anno 1808 in poi, con provvedimento ministeriale, fu unita a Cariati come “rione”.
Terravecchia, ormai “frazione” della cittadina cariatese, dipendeva amministrativamente dal capoluogo. Ciò nonostante, in quel consiglio comunale, per disposizioni legislative, erano presenti tre decurioni che venivano eletti della frazione e nella delibera del 9 settembre 1865 si evidenziò che il sindaco di Cariati era Giovanbattista Tursi, terravecchiese appartenente alla famiglia più illustre del paese e avo del futuro 1° sindaco.
Tuttavia, l’accorpamento fu accettato con disagio dai terravecchiesi che, convinti della loro specificità sociale e culturale, tentarono più volte di riottenere l’autonomia. Nel foglio periodico n. 8, della Prefettura di Cosenza, si evidenziò che, nella tornata delle elezioni amministrative tenutesi l’8 di giugno del 1882, nel rione di Terravecchia non furono espressi voti perché i cittadini disertarono le votazioni.
Nel secondo decennio degli anni venti del 1900 incominciò ad intravedersi il traguardo che in fine portò alla definitiva affermazione del novello comune. Infatti, con l’affermarsi del regime fascista specifiche condizioni positive giocarono favorevolmente e determinarono l’avvio dell’iter legislativo di riconoscimento dell’autonomia comunale.
Un ruolo decisivo venne svolto dai deputati calabresi della XXV Legislatura del Regno d’Italia: Carlo Manes, avvocato di San Lucido nato il 20 agosto 1887 e deceduto nel 1971, Ernesto Barrese, ingegnere originario di Spezzano Piccolo ove vi nacque nel 1869, Adolfo Berardelli, che nacque a Cosenza l’8 dicembre 1877 e morì a Roma il 13 settembre 1938, e dal cognato l’On. Michele Bianchi, originario di Belmonte Calabro essendovi nato il 22 luglio 1883, quadrunviro fascista e che fu il primo segretario del Partito Nazionale Fascista dall’11 novembre 1921 al 13 ottobre 1923.
I politici che condivisero la causa autonomista dei terravecchiesi intrattenevano una relazione di amicizia con i componenti della sezione fascista di Terravecchia, specificamente con l’avvocato Giovanni Leo segretario di quella sezione dal 1920 al 1930 anche con rilievo zonale poiché il 9 febbraio del 1923 intervenne alla inaugurazione del “gagliardetto” della sezione di Mandatoriccio come “oratore ufficiale”.
Dalla lettura della documentazione custodita nell’Archivio storico della Camera dei Deputati si può affermare che finalmente, il 28 luglio 1920, l’azione politica concordata determinò la presentazione a quella stessa Camera della proposta di legge di “Costituzione del comune di Terravecchia”, la quale fu sottoscritta dall’avvocato Adolfo Berardelli.
L’8 dicembre 1920, il deputato Carlo Manes, sostenuto nella sottoscrizione dal collega Ernesto Barrese, deposito un’altra proposta di legge di “Costituzione in comune autonomo della frazione di Terravecchia”.
Evidentemente la prassi legislativa e, probabilmente, la condivisione dell’azione politica concordata dai deputati calabresi determinò che le due iniziative parlamentare furono unificate il 10 dicembre dello stesso 1920 nel dispositivo di legge dell’avvocato On. Adolfo Berardelli che presentò la proposta unitaria di “Costituzione del comune di Terravecchia” e che, sicuramente, fu sostenuta anche dal cognato Michele Bianchi segretario nazionale in carica del partito fascista.
Finalmente il 21 dicembre 1920, la Camera dei Deputati nella seconda seduta, con 225 voti favorevoli e 35 contrari, approvò la proposta legislativa n. 1091 che costituiva il Comune di Terravecchia. Con la storica approvazione di quella legge, dopo ben 114 anni, la lotta autonomista aveva raggiunto il massimo risultato agognato dalla popolazione terravecchiese.
Tuttavia, il 14 aprile 1921 segnò la conclusione dell’iter amministrativo che portò alla separazione definitiva da Cariati con la promulgazione della legge n. 425, pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 99 del Regno d’Italia, e Terravecchia fu annoverato tra i comuni d’Italia e i cittadini si riappropriarono del destino istituzionale del paese.
E tutto questo fu possibile sia per il confine geografico inalterato e sia per l’organizzazione sociale ed urbana che aveva mantenuto una sua specificità.
Il commissario prefettizio incaricato del definitivo riparto fu Emanuele De Rosa, nominato per dare attuazione alla legge n. 495, che redasse l’ipotesi di suddivisione territoriale, in fine, trasmessa al gabinetto del prefetto il 28 maggio 1923.
La proposta si fondò sulle basi del progetto di riparto patrimoniale tra Cariati e Terravecchia elaborato dal precedente commissario De Mundo, nominato dal prefetto di Cosenza dopo lo scioglimento del comune di Cariati in seguito all’esito di talune ispezioni.
Gennaro De Mundo fu nominato commissario prefettizio in data 21 giugno 1922. Le funzioni affidategli furono anche quelle di redimere le vertenze sorte in seno alla commissione congiunta di rappresentanza dei comuni, e incaricata della sottoscrizione del progetto di separazione dei beni patrimoniali. La stesura del riparto patrimoniale, in seguito, fu fatta dal subentrante De Rosa, tenendo presente la situazione al 31 dicembre 1922, data dell’ultimo esercizio finanziario chiuso.
La separazione dei due comuni in realtà era iniziata il primo gennaio del 1922, allorquando il regio commissario Giuseppe La Costa divenne il reggente della gestione contabile, anagrafica e dello stato civile del comune di Terravecchia, che solo nell’aprile del 1924 sarà amministrata da un sindaco democraticamente eletto.
Il commissario prefettizio De Rose, nella stesura del documento, non incontrò ostacoli importanti per la mancanza di immobili pubblici sia in Cariati sia in Terravecchia. Gli uffici municipali, scuole ed altro erano allocati in fabbricati presi in fitto.
Alla definitiva delimitazione del territorio comunale, ai fini della esatta individuazione dei confini, con la compilazione di un’apposita pianta topografica, fu incaricato il Corpo Reale del Genio Civile di Cosenza che vi provvide in attuazione del decreto prefettizio del 16 giugno 1921, n. 6692.
La definitiva stesura della pianta topografica, che rappresentava i confini, non fu sottoscritta dai rappresentati nominati dai rispettivi paesi ed il rappresentante del Genio Civile dovette registrare le divergenze sorte tra le parti.
Gli ostacoli, in verità, erano già emersi nella relazione curata dal commissario De Mundo e trasmessa in visione all’ufficio del Genio Civile il primo settembre 1922, con la comunicazione n. 17445, interpellato al fine di definire la vertenza sul conflitto d’attribuzione di determinati fondi.
Le riunioni presiedute dal rappresentante del Genio Civile, Geom. Graziani, con la partecipazione delle rappresentanze comunali di Terravecchia e Cariati, si tennero presso il municipio di Cariati e alla sotto-prefettura di Rossano dal 22 settembre e fino al 9 ottobre 1922.
Il 15 ottobre 1922, il Graziani verbalizzava che all’accordo “…non si poté addivenire perché la rappresentanza di Terravecchia accampava dei diritti di proprietà per un documento antico che si riserva di presentare”.
L’atto, in possesso della famiglia Tursi di Terravecchia, notava lo stato di consistenza della università di Terravecchia. Stipulato, il 6 dicembre 1663, dal principe di Cariati, dal sindaco e decurioni di Terravecchia, era sotto forma di atto notarile datato 15 febbraio 1664 per “Ioseph Grazianus civitatis cariatensis, publicus Reg.le – Autoritate Notarius –“, con forma grafica del tabellionato, ovvero del timbro a mano apposto dal notaio accanto alla firma.
Dal documento emergeva che, fino al febbraio 1664, Terravecchia era una università civica autonoma con un sindaco, tal Marco Pignola, ed i rappresentanti decurioni: Francesco Faragò, Giovan Geronimo Venneri e Filomeno Pismataro. L’atto portava anche la firma di Giovanni Domenico Pignola erario e di tale “Cianciaruso factor ed testor”.
Il 20 dicembre 1922, con il verbale redatto nell’ufficio del prefetto della provincia di Cosenza, presenti il dott. Francesco Parisi in rappresentanza di Terravecchia, l’altro rappresentante, Cesare Tursi, era assente per malattia, fu definitivamente tracciato il confine dei comuni di Cariati e Terravecchia.
L’incartamento con tutta la documentazione venne trasmessa dalla prefettura al Ministero degli Interni a Roma per la definitiva approvazione.
Con il decreto attuativo della legge n°495, del 14 aprile 1921, Terravecchia entrò a pieno titolo nel novero dei Comuni d’Italia.
La gestione del nuovo Ente, nell’attesa dello svolgimento delle prime elezioni amministrative, dagli inizi di ottobre 1922 e fino al dicembre del 1923, fu affidata al regio commissario Cav. Giuseppe La Costa, il quale il 23 ottobre 1922 sottoscriveva l’atto di nascita n°48 del bambino Sabatino Ruggiero.
Agli inizi dell’anno 1924 la prefettura di Cosenza emanava il decreto di nomina con il quale l’Avv. Pilerio Plastina fu nominato commissario prefettizio del comune. Egli, assistito dal segretario comunale Luigi Bisanti, il 2 febbraio 1924, approvava il capitolato della condotta medica ed il successivo 24 febbraio 1924, nelle sue funzioni di commissario prefettizio per la straordinaria amministrazione del comune di Terravecchia, adottava il primo regolamento organico del personale dipendente.
Ciò nonostante, con il compimento dell’iter elettorale per le libere elezioni, agli inizi di aprile 1924, il primo sindaco eletto fu il terravecchiese Cesare Tursi che rimase in carica fino ai primi di aprile del 1925. Era nato il 21 febbraio 1863 ed all’atto della nomina aveva 61 anni, era figlio di Antonino e Teresa Marino, il giorno del suo battesimo gli furono imposti i nomi di Cesare, Domenico, Francesco, Antonio Gerardo.

(Estratto da: MAURO SANTORO – TERRA VETERJ – La Comunità jonica di Terravecchia tra memoria storica e modernità – Editoriale Progetto 2000 – Dicembre 2011).

Terravecchia 01.01.2021

Mauro Santoro – Sindaco di Terravecchia


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