STOP FONDI UE PER IL SUD

STOP FONDI UE PER IL SUD OTTO TORRI: PROPOSTA RIVELLINI E’ BENZINA SUL FUOCO LO GIUDICE: CERTIFICATO FALLIMENTO FONDI UE CALABRIA DICHIARAZIONE DI EDOARDO LO GIUDICE ROSSANO (CS), Mercoledì 8 Settembre 2010 – Prolungare i Fondi Europei per il Sud al 2020? Ma non scherziamo! La proposta lanciata ieri dall’Eurodeputato Enzo RIVELLINI è come benzina sul fuoco. È lunga la lista di motivazioni che dovrebbero semmai obbligare ad esigere l’interruzione immediata anche dei fondi ancora previsti. È certificato, almeno per il Sud Italia e per la Calabria in modo particolare, il fallimento delle politiche di coesione dell’Unione europea. Si abbia piuttosto il coraggio di rilanciare e sostenere la proposta rivoluzionaria dei Giovani Industriali calabresi: basta fondi UE filtrati dalle regioni meridionali e, in sostituzione, una grande NO TAX AREA. E’ quanto dichiara, per OTTO TORRI SULLO JONIO, l’Avv. Edoardo LO GIUDICE, fondatore e membro del sodalizio europeo con sede a Rossano. «Si è giunti – dichiara LO GIUDICE- a metà del periodo di programmazione delle risorse comunitarie e nazionali 2007-2013, ma già c’è chi, a gran voce, chiede il prolungamento fino al 2020 di tali risorse per il Sud, omettendo però di riportare cifre e/o dati a supporto di tale richiesta. L’omissione forse è voluta perché i dati della Commissione Europea certificano il sostanziale fallimento di questo tipo di misure. Spero di non annoiare se ne riporto qualcuno: alla fine del 2009, i fondi strutturali risultavano assegnati a progetti per circa il 40% del totale: ma le spese certificate ammontano solo al 6% del totale. Su 62 cosiddetti Grandi Progetti di valore superiore a 50 milioni di euro, di cui 56 nel Sud, alla fine del 2009 solo 4 erano approvati dalla Commissione Europea. Nei programmi regionali del Mezzogiorno la spesa media prevista per infrastrutture di trasporto è di circa il 16% rispetto ad una previsione media europea del 22%. Per la realizzazione di un’infrastruttura di importo compreso tra i 50 e 100 milioni di euro occorrono più di 10 anni, più di 7 per i progetti tra 5 e 10 milioni di euro. E’ di facile evidenza che questi tempi sono incompatibili con i sei anni di programmazione comunitaria. Allora si farebbe meglio a prendere coscienza del fallimento; e poi, cambiare strada, agendo con coraggio e innovazione, pensando ad interventi legislativi che incentivino l’imprenditoria vera. Una serie di incentivi automatici di tipo fiscale, e quindi al riparo da intermediazioni e patronaggi politico-amministrativi, innescherebbe un circolo virtuoso capace di davvero di far cambiare prospettiva. Il SUD trasformato dunque in una vera NO TAX REGION, capace di attrarre imprenditori veri. Una misura del genere andrebbe ovviamente negoziata con Bruxelles. L’argomento della incompatibilità di una misura del genere con i trattati comunitari ha di certo una sua consistenza giuridica; e dunque con Bruxelles, la questione andrebbe affrontata in termini politici, al fine di ottenere una deroga, come negli anni passati ne sono state concesse ad altri Paesi. Sarebbe – conclude LO GIUDICE- una riforma senza precedenti, e per di più a COSTO ZERO, basta semplicemente mutare la destinazione delle risorse attuali

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