SPRAR: rispetto della raccolta differenziata

Gli utenti della struttura SPRAR di Cariati sono sempre stati ben edotti su come eseguire la raccolta differenziata

Apprendiamo dai social network, restandone davvero basiti, che gli ospiti della struttura SPRAR di Cariati, gestita dalla cooperativa Agorà Kroton, non rispetterebbero le regole ed i giorni previsti per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Questo è quanto asserito in un post pubblicato in data 15 settembre c.a., sulla propria pagina Facebook, dall’aggregazione civica “La Voce del Popolo”, riportando che quanto scritto sarebbe stato comunicato al Comune di Cariati con lettera protocollata in data 10 luglio dai residenti e commercianti della Via Aldo Moro, allo scopo di rendere edotti gli uffici dell’ente “dell’irregolare deposito dei rifiuti da parte degli immigrati ospiti di una struttura di accoglienza ubicata nella predetta via”.

Il post riporta anche alcune foto della zona in cui si vedono sacchetti di rifiuti abbandonati sul ciglio della strada, facile preda di animali.

Ci corre l’obbligo di fare chiarezza sulla vicenda, affermando con fermezza e certezza, che quanto asserito da “La Voce del Popolo” non corrisponde al vero.

Informiamo anzitutto che gli utenti della struttura SPRAR di Cariati sono sempre stati ben edotti su come eseguire la raccolta differenziata, nonché in quali giorni ed orari depositare i rifiuti.

Inoltre puntualizziamo che agli ospiti della comunità di accoglienza vengono dati in dotazione, per la raccolta dei rifiuti, sacchi colorati.

Solo nella fase iniziale del progetto SPRAR, ovvero quasi due anni fa, sono state riportate, da parte degli operatori addetti alla raccolta o dall’ente Comune, segnalazioni relative al mancato rispetto dei giorni o airregolarità della differenziazione, relativamente agli ospiti “residenti” nella Via Aldo Moro.

Si precisa che qualora i beneficiari ospiti nella Via Aldo Moro lasciassero costantemente rifiuti non differenziati secondo il regolamento, gli operatori addetti non ritirerebbero i sacchi. Inoltre, i nostri operatori (dipendenti della Agorà Kroton), presenti ogni mattina presso gli appartamenti non hanno mai rilevato depositi fuori orario.

Ci preme altresì puntualizzare che il progetto SPRAR Cariati è strutturato in appartamenti dislocati sull’intero territorio comunale ed ospita al momento solo nuclei familiari, composti perlopiù da minori in età scolastica che regolarmente frequentano la scuola.

Lo SPRAR di Cariati è considerato da più parti una struttura di riferimento, in quanto preso ad esempio dalle altre strutture presenti in regione e fuori, per la modalità di gestione e per il livello di integrazione raggiunta dagli ospiti, i quali vengono messi in condizione di sviluppare rapporti di amicizia e reciproco rispetto con i residenti e non solo. Non di rado, bambini membri di famiglie di migranti, ospiti della struttura, sono stati invitati a casa di compagni di scuola di Cariati, per studiare o semplicemente per le feste di compleanno.

Inoltre la struttura è dotata di un’equipe operativa di cui fanno parte mediatori linguistici e culturali, psicologi, operatori legali, sociologi ed addetti alla manutenzione delle strutture, che ne garantisce l’adeguato funzionamento.

In tutta franchezza, possiamo dire che operiamo a Cariati da due anni e la comunità cariatese ha sempre dimostrato un grande spirito di accoglienza, non abbiamo mai riscontrato nei residenti o commercianti (sia di via A. Moro, che delle altre zone in cui si trovano gli immobili destinati all’accoglienza delle famiglie ospitate) atteggiamenti di disappunto o ancor peggio discriminatori. Al contrario gli stessi si sono sempre mostrati gentili e disponibili con i nostri ospiti.

Ci pare pertanto alquanto discriminatoria la condotta di chi punta il dito senza accertarsi se quanto affermato corrisponda al vero. Tale atteggiamento non fa altro che fomentare quanti oggi ricercano pretesti per scagliarsi contro la popolazione migrante.

Siamo certi che non erano queste le intenzioni di chi ha scritto il post, ma ci corre l’obbligo di richiamare al senso di responsabilità evitando la diffusione di notizie prive di fondamento, utili solo ad alimentare intolleranza o a sollecitare azioni sconsiderate di persone fragili.

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