SOTTO IL BRASILE NIENTE, HAALAND AI QUARTI. INGHILTERRA OK, MESSICO NO

di Marco Toccafondi Barni


BRASILE – NORVEGIA 1 – 2 (Haaland (2), Neymar (R)

– E’ un altro 5 luglio maledetto per i brasiliani, ma quella volta al Sarrià di Barcellona, tanti anni fa, c’erano stelle di prima grandezza, la tripletta di Pablito Rossi e il MaraZico di Nettuno.

Oggi, invece, è rimasto soltanto il nome e un po’ di colore verdeoro. Non le vinci le partite solo con questo. Non si era mai visto un Brasile così scarso come quello affidato al nostro Carlo Ancelotti, c’è un unico campione, forse un po’ troppo frivolo qualche volta ma almeno ci prova a far vedere qualcosa Vinicius, per il resto il nulla assoluto. Tanto che oggi manco la paura fa 90, bensì ottanta, sono i gol di Neymar e se ti devi affidare a un giocatore mai veramente sbocciato e oggi addirittura finito significa che sei alla canna del gas. Anche se ti chiami Brasile e vesti in verde e oro per le tue  5 volte da campione del mondo.

Del Brasile, un po’ come per l’ Italia, pur leggermente in meglio, sembra ormai essere rimasto soprattutto quel bel nome e ovviamente la storia, tuttavia è cosa nota che la storia non si fa né con i se né con i ma e infatti oggi è bastato salisse in cattedra l’attaccante piu’ forte del mondo, trascinatore di una buona squadra, per far fuori una Seleção che comunque fino a 10 minuti dal 90esimo ai punti non avrebbe demeritato.

Va ammesso, infatti, che fino al minuto 79 e spiccioli è stato un incontro praticamente alla pari, ma coi verdeoro che avevano fallito un rigore con Bruno Guimaraes, che tra parentesi fa capire al mondo intero il livello di stupidità poco recondita di coloro che non vorrebbero il VAR né le tecnologie in campo (assurdo che l’arbitro non avesse visto “IL RIGORE”, per eccellenza, tanto era evidente), poi parecchie occasioni per i brasiliani.

Tuttavia  qualcuno aveva altri piani stasera e quel qualcuno ha un nome e un cognome: Erling Haaland, ovvero il miglior centravanti in circolazione. La decide lui in 10 minuti: dapprima con un gran bel colpo di testa, sovrastando letteralmente il malcapitato Gabriel, su un ottimo cross di Schjelderup. Poco dopo, al 90° esatto, la chiude definitivamente sotto al cielo del MetLife in New Jersey: stop regale al limite dell’ area e tiro imprendibile che va a finire nell’ angolino alla sinistra di Allison. Partita decisa da un attaccante superiore e come tale con numeri mai visti.

Rimarrà, purtroppo, il tempo per vedere un’ ennesima bestialità decisa da un altro arbitro men che mediocre, che inspiegabilmente regalerà a tempo ormai scaduto uno strampalato rigore ai brasiliani, che servirà unicamente per concedere la cifra tonda di 80 gol in nazionale a O Ney prima del congedo.

Però attenzione, perché narrativa e storytelling fanno giustamente parte del racconto calcistico, tuttavia pur con lo stupore che si deve a questo risultato, visto tutto lasciava presagire che la forza e il blasone della nazionale brasiliana potessero avere la meglio, i pur simpatici vogatori, certo con un centravanti eccezionale, hanno incontrato un Brasile tra i peggiori di sempre (fatte le debite proporzioni un po’ come è capitato al Paraguay con la Germania), ma che ha comunque molto sprecato e creato. Cosa intendo dire ? Che a parer mio la Norvegia resta sì una buona squadra, una bella realtà trascinata da un fuoriclasse mostruoso, però difficilmente potrà superare la Francia o arrivare tra le prime 4. Lo suggerisce il tabellone.

MESSICO – INGHILTERRA 2 – 3 (Bellingham (2), Kane (R), Quiñones, Jiménez (R)

– C’è Jude, per il Messico. E quando Bellingham è in giornata si illumina tutta l’Inghilterra.

E pensare che non era neanche cominciata troppo bene per gli inglesi, dopo appena 5 minuti sventola un giallo davanti agli occhi di uno degli uomini piu’ importanti: Declan Rice. Poi una paratona di Pickford aveva negato il vantaggio a Raul Jimenez. Ma oggi per l’ Inghilterra è tempo di fare i conti con la storia, sono passati esattamente 40 lunghi anni da quella giornata epocale, entrata per sempre nella storia dello sport e del genere umano con la grande bugia e la immensa magia del D10S salito in cielo. E oggi, dopo ben 4 decenni, è tempo di rivincita per gli inglesi. E rivincita sarà.

La nazionale dei 3 leoni c’è, grazie alla sua stella piu’ luminosa, pur a intermittenza: Jude Bellingham, capace di fare un uno/due micidiale. Siamo tra il 36° e il 38° quando l’asso galactico prima ha un’ accelerazione devastante palla al piede, scambia abilmente con  Saka e poi lo stesso Jude la mette dentro di testa. Avanti di ‘120 e ancora lui raddoppia approfittando di un erroraccio dei messicani, forse sotto shock per l’inaspettato vantaggio England: l’oggi fondamentale Antony Gordon recupera una palla importante intorno alla trequarti e la dà al suo capitano, Kane, che  piazza una gran palla proprio per Bellingham che fa così doppietta gelando l’Azteca.

Il Messico però non ci sta, non hai mai perso una partita Mundial in questo magico stadio, infatti passano 4 minuti e al 42° è Quiñones ad accorciare con un destro potente sotto la traversa. Si va al riposo e alla ripresa succede qualcosa, non sia mai una partita tranquilla all’ Azteca con gli inglesi: prima c’è un palo di O’ Reilly e subito dopo l’arbitro dà un rosso diretto a Quansah per un brutto fallo su Gallardo.

C’è ancora tanto da giocare e per il Messico le cose sembrano mettersi bene. E invece no, perché ecco un’ ingenuità: l’ utilissimo Gordon ruba palle e la passa a Kane che, a sua volta, viene travolto da Rangel in uscita. E’ rigore netto, nonostante le proteste, Kane non sbaglia e fa 73 in stagione.

Sul 3 a 1 è dura persino in superiorità numerica, purtroppo Kane fa ciò che un attaccante non dovrebbe mai fare: il difensore. Non si sa perché ma a un certo punto della gara si trova nella propria area e così commette un fallo goffo e ingenuo, il numero 9 messicano dal dischetto la riapre. Ora esulta e spinge tutto l’Azteca, non basterà perché nonostante vi siano ancora 20 minuti da giocare e in piu’ un recupero monstre che equivale a un tempo supplementare l’ Inghilterra soffre tanto ma regge. Sarà il 3 a 2 finale, per Kane & Company: Messico fuori e inglesi ai quarti coi norvegesi.

Che dire ? Il Messico nonostante l’esaltazione esagerata dei tanti opinionisti o sedicenti esperti per non aver preso gol, ebbene oggi ne prende 3 (potevano essere di piu’) mostrandosi per ciò che è in realtà: una discreta squadra senza nessuna vera stella che è tornata nel suo mondo esattamente quando doveva tornarci: contro una grande.

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