SIBARI TRA PASSATO E FUTURO

Alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico, costituito prevalentemente da archeologi, storici, studiosi di storia calabrese, ma anche di studenti e di comuni cittadini, si è svolto a Rossano, a Palazzo S. Bernardino, il 2 febbraio u.s., il convegno “Sibari tra passato e futuro”, voluto e organizzato dall’Università Popolare, in collaborazione con “Il Quotidiano” della Calabria, e con il patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dell’Istituto di Antichità Calabresi e Bizantine, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rossano. Scopo della manifestazione è stato quello di chiamare a raccolta tutte le forze culturali, politiche ed amministrative del territorio della Sibariitide, in difesa dell’enorme valenza storico-culturale, ma anche economica, rappresentata dal parco archeologico di Sybaris-Thurii-Copia, recentemente colpito da una rovinosa inondazione, a causa di un cedimento degli argini del fiume Crati, che ha riversato sui resti delle tre antiche città, milioni di metri cubi d’acqua e di fango. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Rossano, prof.ssa Stella Pizzuti, del sindaco di Cassano-Sibari, Giovanni Papasso, ci sono stati due dotti interventi introduttivi, il primo del prof. Filippo Burgarella, storico bizantinista dell’Università della Calabria, e il secondo, del preside Giovanni Sapia, direttore dell’Università Popolare, che è stato il promotore numero uno dell’iniziativa, e che ha tenuto a ribadire che la difesa dei valori storici, culturali ed ambientali del territorio rientra nei fini statutari dell’istituto da lui presieduto. E’ stata, poi, la volta del prof. Franco Liguori, deputato di Storia Patria per la Calabria, che ha portato all’assemblea i saluti e l’apprezzamento per l’iniziativa, del presidente del prestigioso sodalizio che riunisce gli storici calabresi,il prof. Giuseppe Caridi, dell’Università di Messina. Lo storico cariatese, cultore appassionato di studi magnogreci ed autore di un saggio storico-archeologico su Sibari (“Sybaris tra storia e leggenda”), nel suo ampio ed apprezzato intervento (“Sibari: tempi, fatti, uomini di un Risorgimento”), ha ripercorso la lunga e travagliata storia della ricerca del sito di Sybaris e delle indagini per portarla alla luce, dal 1879, anno del primo finanziamento statale destinato alla scoperta di Sibari, fino ai giorni nostri. La sua dettagliata e lucida cronistoria ha posto l’accento non solo sui risultati, di volta in volta raggiunti, dalla ricerca più che secolare espletata nella piana di Sibari da tanti archeologi, ma anche sugli uomini che ne sono stati protagonisti, da F. Saverio Cavallari a Luigi Viola, da Edoardo Galli a Umberto Zanotti Bianco, da Pier Giovanni Guzzo a Emanuele Greco. La relazione successiva, dell’archeologo Alessandro D’Alessio, ha riguardato l’esame dei gravi problemi creati dall’esondazione del Crati sugli scavi. D’Alessio ha parlato di una “situazione nient’affatto sicura”, perchè l’arginatura del fiume, risalente a cinquant’anni fa, è del tutto inadeguata e sempre a rischio. La mancanza di sicurezza degli argini del Crati è stata sottolineata anche nell’intervento della dott.ssa Simonetta Bonomi, soprintendente-archeologo della Calabria, che ha annunciato di aver chiesto alle autorità statali 300 mila euro per gestire l’emergenza. La stessa Bonomi, dopo aver detto che bisogna farla finita con le passerelle dei politici nell’area degli scavi, sollecitata dall’attuale clima di campagna elettorale, ha accennato al “Piano Barca”, che prevede 21 milioni di euro, per migliorare la fruibilità del sito archeologico del Parco del Cavallo.Altri interventi che hanno portato un contributo al dibattito, sono stati quelli dell’archeologo Angelo Malatacca, che ha parlato a nome di “Italia Nostra” e del geologo rossanese Tonino Caracciolo. Ha chiuso i lavori dell’interessante convegno il direttore del “Quotidiano”, dott. Matteo Cosenza, il quale ha esordito,dicendo che “bisogna indignarsi”, “bisogna difendere l’interesse pubblico”, “ci vuole una mobilitazione”, difronte alle quotidiane emergenze che affliggono la nostra regione, come quella dei rifiuti o quest’ultima, anch’essa molto grave, dell’allagamento degli scavi di Sibari. “Occorre riscoprire la partecipazione e la politica come arte del governare la cosa pubblica; delegare sempre non va bene”, ha concluso il direttore della prestigiosa testata giornalistica calabrese.

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