SEME SELVAGGIO, CUORE GENTILE: IL NATALE SECONDO “DISEGNO SOCIALE”

A Crotone, l’associazione “DiSegno Sociale” trasforma un semplice dolce natalizio in un gesto che educa alla tenerezza e al rispetto

Antonio Loiacono

Ogni dicembre, quando l’aria si riempie di luci e di promesse, c’è un piccolo miracolo che si ripete. A compierlo è l’associazione DiSegno Sociale, che da anni porta avanti un’iniziativa tanto semplice quanto disarmante: “Dona un pandorino”.
Non un dono qualunque, ma una carezza impacchettata, destinata ai bambini che affrontano la malattia o la solitudine nelle corsie del reparto di Pediatria dell’ospedale di Crotone, o in contesti dove l’infanzia è più fragile.

Dietro ogni pandorino, c’è un’idea precisa: che la solidarietà possa avere il profumo del burro e dello zucchero, e il calore di un sorriso condiviso.
«Ogni volta che un bambino riceve quel dolce, non riceve solo un regalo – racconta Alessandra Perziano, presidente dell’associazione – ma un segno tangibile di affetto, la prova che qualcuno, anche se non lo conosce, pensa a lui».

Quest’anno, l’iniziativa si tinge anche di magia: un testimonial d’eccezione accompagnerà la consegna, rendendo l’incontro con i piccoli ancora più speciale. Un momento che non sarà solo di festa, ma di umanità viva, di quelle che restano addosso anche quando le luci di Natale si spengono.

Partecipare è semplice. Basta un messaggio, una mail, un piccolo gesto che diventa parte di una rete silenziosa ma potente. Chiunque può contribuire a questa catena di dolcezza: è possibile donare uno o più pandorini contattando l’associazione DiSegno Sociale via WhatsApp al numero 351 715 1065 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail disegnosocialekr@virgilio.it

Perché dietro ogni pandorino c’è la convinzione che la gentilezza sia una forma concreta di resistenza: un modo per educare al rispetto, alla non violenza, all’empatia.

Non è un caso che DiSegno Sociale affianchi a questa iniziativa un impegno quotidiano sul tema della prevenzione della violenza e dell’educazione all’ascolto.
«Non basta parlarne il 25 novembre – spiega ancora Perziano – serve un lavoro culturale continuo, che parta dai bambini e coinvolga le famiglie, le scuole, l’intera comunità. Perché solo chi impara a gestire la delusione e la frustrazione da piccolo, saprà trasformare la rabbia in comprensione da adulto».

È questa la filosofia che anima anche Seme Selvaggio, un progetto artistico che unisce creatività e denuncia, offrendo voce e visibilità a chi vive o ha vissuto situazioni di violenza. Un seme, appunto, che nasce per germogliare dove il silenzio sembrava aver soffocato ogni speranza.

In fondo, donare un pandorino è come piantare un seme di gentilezza nel cuore dell’inverno. Crescerà piano, invisibile forse, ma un giorno diventerà un albero di rispetto, ascolto e amore.
E allora sì, sarà davvero Natale!

 

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