SCALA COELI, UN “FIORE DELLA CARITÀ” PER RICORDARE E PER AIUTARE

La comunità partecipa alla Messa in suffragio e rilancia l’iniziativa della Caritas Diocesana: dal ricordo, un gesto di carità per chi ha bisogno

Momento della celebrazione

Antonio Loiacono

Tra le lapidi illuminate da fiori e silenzio, la comunità di Scala Coeli si è ritrovata per la Santa Messa in suffragio dei defunti, celebrata nel cimitero comunale dal parroco Don Massimo Alato e promossa dalla Caritas Diocesana di Rossano-Cariati nell’ambito dell’iniziativa “Fiore della Carità”.
Un appuntamento che, come ha ricordato l’Arcivescovo Maurizio Aloise, non è solo memoria, ma anche impegno: trasformare il ricordo dei nostri cari in un gesto concreto di solidarietà.

In un tempo in cui la commemorazione rischia di ridursi a un rito abitudinario, la Caritas ha voluto dare un senso nuovo a quella visita al camposanto che ogni famiglia compie: accanto ai fiori, un dono per chi non può permettersi le cure, per chi vive una malattia o una fragilità economica.
Il “Fiore della Carità” è infatti un’iniziativa che invita i fedeli a offrire un contributo destinato all’acquisto di farmaci e beni di prima necessità per persone e famiglie in difficoltà del territorio.

Nel cimitero, tra le voci basse e i profumi di terra bagnata, l’idea è sembrata quasi naturale: unire la memoria all’aiuto, la preghiera all’azione.
«Ricordare i nostri defunti — ha sottolineato don Raffaele Forellino, vicedirettore della Caritas — significa anche prolungare la loro eredità d’amore. Ogni gesto di solidarietà è un modo per continuare la loro presenza in mezzo a noi».

Durante la celebrazione, dedicata a tutti coloro che hanno segnato la vita della comunità di Scala Coeli, si è respirata un’atmosfera raccolta ma viva: la fede e la memoria intrecciate alla speranza concreta che la carità può generare.

L’iniziativa si inserisce nel cammino di preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri, che la Chiesa celebrerà il 16 novembre sul tema scelto da Papa Leone, “Sei Tu, mio Signore, la mia speranza”.
Un tema che risuona forte proprio nei piccoli paesi dell’entroterra, dove la speranza non è un concetto astratto, ma un fatto quotidiano: il sostegno reciproco, la mano tesa, la comunità che resiste.

Così, nel cimitero di Scala Coeli, il ricordo dei defunti è diventato — ancora una volta — un seme di vita. Un fiore che non si secca, ma cresce nel gesto più semplice: aiutare chi ha bisogno.

 

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