SANTA TECLA, GIUSTIZIA SPETTACOLO?

SANTA TECLA, GIUSTIZIA SPETTACOLO? LE INDAGINI NON SONO GARA TRA TRONISTI E.ZAGARESE AI GIORNALISTI: AVETE ESAGERATO DICHIARAZIONE DELL’AVV. PENALISTA ETTORE ZAGARESE SEGRETARIO CAMERA PENALE TRIBUNALE DI ROSSANO CORIGLIANO CALABRO (Cs) – Santa Tecla è un procedimento importante ma non per questo sono disposto ad accettare ancora il preoccupante spettacolo di una giustizia per mass-media. Chiedo: come far coincidere la diffusione, giornalistica e via rete, di atti processuali con l’obbligo che hanno i giudici di conoscere, per il loro convincimento, esclusivamente quanto acquisito nel dibattimento? Non è forse vero che questi ed altri presidi, da primari divengono solo di facciata? Se tanto è, il processo “vero” diviene solo una fonte di inutile ritardo rispetto alla celerità del tribunale mediatico per cui evitiamo di arricchire gli avvocati. I colpevoli li abbiamo già: lo hanno deciso i capannelli delle massaie coriglianesi che in agosto sotto l’ombrellone commentavano gli stralci della misura cautelare. Le indagini, però, non dovrebbero essere pari ad una gara tra tronisti, perchè coinvolgono libertà e dignità di altri uomini. Cari amici giornalisti, con affetto vi dico: avete esagerato! Le nostre bramosie da guardoni sono state soddisfatte ma ad un corrispettivo salato, la libertà della giurisdizione. Il direttore di un giornale, giorni or sono ricordava il motto stampato sulla prima pagina del New York Times “Tutte le notizie che vale la pena di pubblicare”. Vi chiedo: è riportare una notizia mettendola nel suo esatto contesto – cosa che oggettivamente avete in passato sempre cercato di fare – il gettare in pasto senza alcuna mediazione degli atti processuali in cui, ad es. un noto professionista, incidentalmente da me difeso, viene definito “sommelier di droga” o altri indagati (indagati, ricordate, non condannati) hanno il solo pregio gossispico di aver per parenti alti ranghi politici? Non dubito che la vostra serietà vi farà rispondere negativamente. Ne ho anche per la mia categoria. Riassumiamo sobrietà e professionalità. Se non ricusiamo maliziose interviste denotiamo di essere poco allenati al dovere di riservatezza.

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