RACCOLTA DIFFERENZIATA: POSSIAMO ANCORA SPERARE?

Cosa manca a Cariati per avviare un percorso definitivo e costante di raccolta differenziata? Nel tempo, diversi sono stati i tentativi, poi tutto si è arenato inspiegabilmente. Riservando agli amministratori attuali la buona volontà nel “fare”, prova la realizzazione di alcune azioni in passato, non si comprende perché non si è riusciti a dare una spinta incisiva, affinchè il processo prendesse corpo in maniera continuativa. Eppure c’è bisogno di una scossa in tale direzione, in modo da sostenere un progetto necessario e indispensabile che darebbe di certo un nuovo volto a Cariati, migliorandone la qualità di vita. Lungi dal sottoscritto diventare pedissequo nel ricordare le cose non fatte dell’amministrazione Sero. Del resto, aprire un confronto costruttivo in merito è sempre la nostra viva speranza. Cariati, per via del preoccupante spopolamento, è abitata nel corso di undici mesi da poco più della metà della popolazione residente alla anagrafe. Un numero di persone che se ben istruite sarebbero sicuramente pronte e disponibili alla raccolta differenziata, rappresentando peraltro un virtuoso esempio per i tanti turisti che affollano Cariati nel corso del mese di agosto. Mancano ancora quattro mesi al periodo di massima affluenza turistica. Non si riesce a riprendere il progetto, per dare un segnale – seppure entro certi limiti per mancanza di tempo sufficiente – di serio cambiamento in materia di raccolta rifiuti? Magari, coinvolgendo i cariatesi in questi mesi, ben protesi a impegnarsi in un fine comune e per il bene della comunità. Se, però, le buone intenzioni non provengono dall’alto, sarà difficile dare un segnale concreto. Fermo restando, che pesa come un macigno il paradigma dell’emergenza cronica. E ormai ai tanti annunci devono susseguire i fatti. Nicola Campoli RACC

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