Ponte Molinella. Come previsto grandi disagi provocati dal traffico rallentato dai semafori.

Hanno rimesso, ma temporaneamente, assicura l’Anas, i semafori sul ponte Molinella. Al di la degli ammiccamenti estivi, noi crediamo nel “sincero rancore”, e detestiamo le pacche bonarie sulle spalle, che sono successive ad aspri confronti pubblici: una persona va presa per quello che è. E non raccontateci la stentorea e stupida giustificazione secondo la quale si può e si deve scindere tra comportamenti privati e contegni pubblici. L’affaire del Ponte Molinella sulla 106, un ponticello di appena 27 metri, sta diventando la spada di Damocle per il sindaco Filippo Giovanni Sero, semmai di altri guai avesse bisogno, e la sua giunta fantasma. Ma queste sono considerazioni di ordine, se così si può dire, morale. Torniamo ai fatti. Il dilemma del Ponte Molinella è di una lettura semplice e, nel contempo, maliziosa, forse indice di un’incuria istituzionale senza ritegno. Eccola. La circolazione sul ponte è stata limitata dall’Anas perché la struttura presenta carenze statiche tali da far presagire pericolo per l’incolumità di mezzi e persone. Il 17 dicembre 2014, l’Anas, la società che gestisce la strada, dispone l’attraversamento del Ponte a senso unico alternato perché, si legge nella nota ufficiale inviata dall’azienda il 22 dicembre 2014, ” si evidenzia che all’attualità il Ponte Molinello presenta diffusi e vistosi fenomeni di degrado delle superfici murarie di intradosso delle campate a sesto ribassato in forma di svuotamento dei giunti di malta, di lesioni e rotture localizzate, oltre alla corrosione in molti punti delle ringhiere e dei montanti verticali in ferro tubolare a protezione marginale del manufatto”. Dunque, “ è stata redatta la perizia dei lavori urgenti di mitigazione dei fenomeni di polverizzazione e disgregazione delle superfici murarie e di prima messa in sicurezza del Ponte Molinella. Tale perizia, insieme al verbale di urgenza è stata inoltrata alla Direzione Generale di Anas Spa per la copertura della spesa e l’autorizzazione dei lavori ”. Pertanto, si è “resa necessaria con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni legate all’esecuzione dei predetti lavori la necessità di istituire un senso unico alternato regolamentato da un impianto semaforico con un limite massimo di velocità di 30 Km/h e divieto di sorpasso allo scopo di ridurre le sollecitazioni dinamiche dovute al continuo passaggio di mezzi pesanti lungo il manufatto stesso”. Ora, dopo sette mesi di calvario, fra semafori che vanno e vengono, delle due l’una: o l’Anas ha raccontato una bufala, ed allora il sindaco deve prendere urgenti provvedimenti, anche ricorrendo all’autorità giudiziaria, o la questione è dannatamente seria e non ammette tentennamenti, né dilazioni temporali. Appare evidente che la patata bollente ricade nelle mani, e nelle azioni, del sindaco fantoccio Filippo Giovanni Sero, il quale ha l’occasione unica, a quasi un anno dalla fine dei suoi due mandati, di mostrare che immobile non è. Speriamo di essere smentiti, ma si prospetta, come se non mancassero altri guai, un lunghissimo periodo di disagi. E tanti saluti al turismo e ad una larga parte dell’economia locale, sempre più vicina al rovina, e che costringe interi nuclei familiari a cercare fortuna altrove. Cariati non è più un posto per giovani, e nemmeno per vecchi, semplicemente non c’è futuro.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta