per l’amministrazione comune le minoranze strumentalizzano il problema dell’ospedale

CARIATI – “Prendiamo atto, con amarezza, che non è interesse dell’opposizione perseguire strade comuni per il raggiungimento di obiettivi condivisi”. Così l’amministrazione comunale commenta la posizione dei partiti di minoranza circa il rischio di parziale chiusura del pronto soccorso allocato presso il presidio ospedaliero “Vittorio Cosentino”. Quelle dell’opposizione sono “dichiarazioni false e pretestuose – spiega una nota stampa di Palazzo Venneri – giacché non c’è stato, e non c’è, alcun immobilismo dell’esecutivo civico rispetto alla situazione di depotenziamento progressivo dell’ospedale rispetto al certificato silenzio da parte di chi oggi fa un’opposizione parolaia, mentre ieri ricopriva importanti ruoli di governo cittadino, elargendo testimonianze eloquenti di incapacità amministrativa”. I rappresentanti di Udc, Idv, Mpa e Lista per Cariati avevano, a chiare lettere, ribadito di non essere “più disponibili ad accettare “l’immobilismo dell’amministrazione civica” rispetto alla questione della sanità pubblica, rompendo, di fatto, il fronte bipartisan rinsaldato dalla clamorosa protesta popolare dello scorso anno. Ma si tratta, a parere del governo locale, di una polemica “rimessa in moto da chi è guidato soltanto dalla bussola delle prossime elezioni comunali”. Nessun atteggiamento di passività dunque, visto che il presidente del consiglio comunale, Cataldo Minò, aveva convocato la conferenza dei capi gruppo proprio per questa sera per “la necessaria presa d’atto della mancata risposta del presidente della regione, Scopelliti, rispetto alla richiesta di incontro urgente inoltrata dal primo cittadino e concertata con il comitato Pro Ospedale e con gli altri sindaci del territorio, finalizzata ad avere delucidazioni ulteriori sulle sorti del nosocomio”. Ed è proprio questa circostanza a provare la “plastica ipocrisia di alcuni consiglieri comunali di minoranza che, in buona compagnia di altri gruppi politici più o meno concreti, hanno pensato bene di riunirsi tra di loro per partorire l’ennesima dichiarazione di chiusura, di rottura e di allontanamento da ogni e qualsiasi soluzione condivisa”. La salute non ha colori, né bandiere, e non può essere usata “tentando invano di recuperare credito nella gente”. L’amministrazione comunale “non cederà al ricatto di quanti, pur rivestendo il ruolo di rappresentanti del consiglio comunale, si piegano e tentano di piegare il dibattito, la ragione ed il buon senso a fini miseramente di parte”.

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