NUCLEARE,GIAPPONE NON CAMBIA IDEA AMBIENTE,IN ITALIA AUMENTANO I RIFIUTI NEL BEL PAESE SI DISTRUGGE, INQUINA E IPOTECA IL FUTURO

NUCLEARE,GIAPPONE NON CAMBIA IDEA AMBIENTE,IN ITALIA AUMENTANO I RIFIUTI NEL BEL PAESE SI DISTRUGGE, INQUINA E IPOTECA IL FUTURO ROSSANO (Cs), Giovedì 9 Giugno 2011 – Ambiente, energia e nucleare. Due paesi a confronto: Italia e Giappone. Il dopo Fukushima non ha fatto cambiare idea al Paese dei samurai. Nonostante il dietrofront sull’energia atomica di molti Paesi tra cui la Germania. Anzi, in Giappone i progetti sul nucleare potrebbero intensificarsi. Cambierà soltanto la soglia di attenzione per la sicurezza. In Italia, se da un lato impazza un isterico dibattito anti nucleare, dall’altro continuano a calare le aree agricole e il numero di alberi monumentali. Nei grandi agglomerati, i pericoli arrivano per l’elevato consumo di suolo e l’alta produzione di rifiuti. Solo in 8 città il verde supera il 20%. La tutela dell’ambiente, nel Bel Paese, resta solo carne da macello ideologico. Nei fatti, nel piccolo e nel quotidiano, si inquina, si distrugge e si ipoteca il futuro delle prossime generazioni. E si ulula contro tutto, nucleare incluso (salvo acquistare e consumare l’energia nucleare prodotta ai confini nazionali). Insieme a Francia e Stati Uniti, il Giappone resta uno dei principali paesi mondiali che si è affidato all’atomo per produrre energia. I 54 reattori del paese asiatico, di cui 17 realizzati in zone sismiche, forniscono un terzo della produzione nazionale di elettricità. Il governo giapponese ha deciso di lanciare un comitato di inchiesta sugli incidenti atomici, incaricato di aumentare il più possibile la sicurezza facendo tesoro di quanto accaduto a Fukushima. Allo stesso tempo Tokyo punta sulle energie rinnovabili per diversificare gli approvvigionamenti. Ma non rinuncia al nucleare. A offrire un quadro, di come, in Italia, si vive nei 48 maggiori centri, ci ha pensato il VII rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano dell’ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Si assiste, rispetto al consumo di suolo, alla frammentazione dei territori: IL TASSO DI FURTO É PARI A 100 ETTARI AL GIORNO. Rimane alta la produzione di rifiuti. L’analisi dell’ISPRA sulle città evidenzia poi il calo dei consumi d’acqua e delle emissioni in atmosfera. Inoltre, diminuiscono le precipitazioni tra 2001 e 2009 ed aumenta la temperatura media anche di un grado, per esempio, a Vicenza, Padova e Cagliari. Sul fronte della mobilità diminuiscono i veicoli circolanti, soprattutto al nord e al centro.

Print Friendly, PDF & Email

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta