Morosi : no alla “black list” sul sito del Comune

Sul sito del Comune non possono essere pubblicati i nominativi degli evasori Potrà sembrare un argomento ameno, da passatempo, dove ognuno dirà la sua, pro o contro la decisione del Garante per la protezione dei dati personali, ma che, secondo noi, non aiuta ad una presa di coscienza civica. Le affermazioni del Garante privacy contenute nella newsletter n. 405 del 28 agosto u.s., ci lasciano allibiti. A qualcuno potrà sembrare eccessiva e fuori posto questa nostra affermazione, ma ciò non sminuisce lo stupore e, se permettete, la nostra ferma indignazione per quanto affermato dal Garante privacy. Di che cosa si tratta ? Pubblicare sul sito del Comune i nomi di coloro che non pagano i tributi locali, per il Garante privacy, “è irragionevole strumento vessatorio lesivo della dignità della persona”. Il che significa che sul sito del Comune non possono essere pubblicati i nomi degli evasori dei tributi comunali. Scusateci! Noi non siamo d’accordo! Lesivo della dignità della persona, secondo noi, è il marchingegno di “nascondere” gli evasori, concedendo loro una forma di protezione che offende quei cittadini che pagano le tasse e che non dormono la notte per onorare il dovere di onesti e leali contribuenti. Gli evasori non solo “truffano” il Comune, ma recano un danno a tutti i cittadini che si vedono privati di idonei servizi pubblici. La nostra critica non si ferma al Garante privacy per la discutibile, secondo noi assurda, presa di posizionein ordine alla pubblicazione dei nominativi degli evasori, ma si estende anche a quelle amministrazioni locali che non mettono in atto gli strumenti necessari per una giusta ed equa tassazione e riscossione, presupposto per l’erogazione dei servizi pubblici. La critica diventa ancora più decisa quando si verifica, come è successo nel nostro Comune, che il soldi dei contribuenti non affluiscono nelle casse del Comune. Pagare le tasse è un dovere per il cittadino, ma è altrettanto un dovere per gli amministratori comunali garantire i servizi pubblici per i quali vengono pagati i tributi. Tolleranza zero nei confronti degli evasori, specie quelli più consistenti. Lungi da noi l’idea di perseguire coloro che non sono veramente in grado di pagare i tributi. Bisogna fare il dovuto distinguo tra“chi non può” e chi “non vuole”. E purtroppo tra i “chi non vuole” ci potranno essere anche nomi eccellenti, che, secondo il Garante della privacy, non possiamo neppure citare, perché sarebbe “lesivo della dignità della persona”. Ecco allora che gli stessi soggetti “evasori”, protetti dal silenzio della privacy,si candidano a gestire la politica locale. Come si comporterebbero i cittadini se conoscessero ufficialmente i nominativi degli evasori? Siamo convinti cha la mancata pubblicazione dei dati sugli evasori, ripeto, non sui soggetti realmente impediti a pagare, aiuterebbe il corso della democrazia che non può fare a meno di quel formidabile strumento che è la massima trasparenza. Se qualcuno ci chiede, come si fa a fare il distinguo tra “chi nonpuò” e“chi non vuole”, rispondiamosubito che uno dei compiti di una buona amministrazione locale deve essere la creazione di strumenti normativi in grado di operare serenamente ed oggettivamente quel distinguo, senza favoritismi o sotterfugi. Del resto l’autonomia dei Comuni deve pur avere un significato e una sostanza con margini di manovre che, nel rispetto delle leggi, tutelino gli interessi del Comune e nel contempo le aspettative e le esigenze dei meno abbienti. Cataldo De Nardo Nicola Nucaro Centro Studi Pier Giorgio Frassati

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