MONDIALI, I 16ESIMI: “BRASILE DI MISURA, CANADA PURE. PARAGUAY IN PARADISO, GERMANI OUT, l’ OLANDA VA”.

di Marco Toccafondi Barni


– Comincia il dentro o fuori e per un pelo non c’è la prima clamorosa sorpresa a Houston: il Brasile del nostro Ancelotti, infatti, va in svantaggio col Giappone e pur giocando a un’ unica porta riesce ad avere la meglio sui nipponici solo in zona Cesarini. Idem per gli roganizzatori canadesi su un Sudafrica talmente scarso che è ai 16esimi per caso. Poco male, la sorpresa è soltanto rimandata in quel di Boston.

BRASILE – GIAPPONE 2-1 (Sano,  Casemiro, Martinelli)

– E’ la partita del post storicismo, questo match odora tanto di storia e geopolitica che fin dal primo mattino lo stupidario meme sui social network ci ha ricordato l’infanzia coi celebri manga giapponesi Holly e Benjy (o Capitan Tsubasa nella versione nippo).

Tutte fandonie, perché al tempo dell’ uscita del cartone animato una sfida alla pari tra i carioca e gli asiatici era quasi impensabile, quasi piu’ impossibile delle orde di tifosi, scouting e canali televisivi accorsi per riprendere dei ragazzini su un campo di calcio, come avveniva in “Holly e Benji”. Una narrazione talmente propagandistica che, addirittura, quei bambini neppure nella versione giapponese ( Capitan Tsubasa) avevano gli occhi a mandorla, anzi. Potere del soft power, che spesso fa innamorare i sudditi nelle province sconfitte da un impero. Il Brasile poi è un paese tanto post storico, per questo innamorato dell’ egemone Usa, che non solo da anni si fa facilmente infiltrare dalla religione evangelica, ma addirittura ha centinaia di giocatori a ogni livello con nomi quali Washington, Hulk o perfino Walt Disney. Ripeto, potere del soft power egemonico dentro la sua sfera di influenza, che inevitabilmente entra anche nel calcio.

Comunque nel 2026 succede veramente che, dopo un primo tempo disastroso della Selecao, con un Danilo a tratti inguardabile, il Giappone vada al riposo in vantaggio e rischi seriamente di mandare a casa i padroni del calcio. Intendiamoci “la casa del pallone ” ha certamente dominato, pur in maniera sterile, il match con un buon possesso palla e monopolizzando la partita sul piano del gioco, schiacciando spesso gli asiatici. Lo conferma un possesso palla da monopolio: oltre il 70%. E’ un Brasile bruttino, anche se fa la partita con alcune buone verticalizzazioni Ma non basta con un Giappone tatticamente ordinato, logico e soprattutto messo bene in campo. I passaggi del Brasile non passano attraverso la fitta ragnatela nipponica preparata da ….., anche se Vinicius, l’unico vero genio in campo, rischia di fare un gol che sarebbe entrato di diritto tra i migliori del torneo, glielo nega il palo.

In ogni caso le ondate verdeoro risultano lente e macchinose e gli spazi sono ben chiusi in una gara di rara bellezza tattica, poi a sorpresa, 29° minuto, capita che Sano rubi un’ apparentemente  palla innocua a centrocampo, si accentri e batta un Alisson forse leggermente statico con un bel tiro rasoterra.  E’  la precisione di un abile chirurgo con i piedi anziché con le mani. Giappone avanti.

La scossa brasiliana arriva nella ripresa, grazie ai cambi indovinati dalla premiata ditta “Ancelotti and Son”, che sa di non poter tornare a casa, assolutamente. Guidi il Brasile, di grazia, praticamente sei il Papa del calcio.

E allora prima un fedelissimo di Carletto nostro (Casemiro) la pareggia, staccando di testa al limite del fuorigico dopo un cross al bacio di Gabriel Magalhães, dopodiché in piena zona Cesarini un altro Gabriel, Martinelli, la stoppa di sinistro scavalcando Suzuki col destro.

A secondi dai supplementari il Brasile e Ancelotti la spuntano, su un caparbio Giappone, ma quanto fatica.

GERMANIA – PARAGUAY 1-1 (4-5 DCR)

– E’ una partita a tinte hitchcockiane quella tra la Germania e il Paraguay.

“Parece increible, pero es real”.  Si dice così in Sudamerica quando succede qualcosa che non sembra vero, tanto appare incredibile. Il miracolo accade in Massachusetts, Boston, nel Gillette Stadium. La lametta inizialmente sembra essere la Germania, che pur giocando un primo tempo incolore, è anche vero che poi domina in lungo e in largo la sfida.

Il primo tempo, però, come già detto, è sì un continuo possesso palla tedesco, però sterile e quindi un po’ a sorpresa è la Albirroja a segnare al 42°: il talent Strasburgo Enciso riceve una palla verso il centro dell’area e di testa spiazza Neuer. Si va al riposo incredibilmente col Paraguay in vantaggio.

Nella ripresa Nagelsmann cambia qualcosa sia dal punto di vista tattico che degli uomini in campo, infatti poco dopo arriva il pareggio con Havertz. E’ Wirtz dalla trequarti crossa dove Havertz pizzica di testa insaccandola alle spalle di colui che diventerà l’eroe della serata: il portierone di circa 2 metri Gill. Incredibilmente criticato dal mito Chilavert alla vigilia, da oggi forse un po’ meno mito in patria.

Dopo il pari passano i minuti e la Germania spinge e spinge sempre piu’, ma la diga biancorossa in qualche modo rege, stanchissimi tutti alla fine dei ’90, figuriamoci al 120°. Da registrare un gol annullato a Tah nel corso del primo supplementare per fallo sul solito Gill. E quindi si va ai calci di rigore e come si dice, lì è una lotteria, tuttavia i freddi tedeschi appaiono piu’ abituati, hanno Neur e soprattutto non hanno mai perso ai rigori in un Mundial. Ma c’è sempre una prima volta, perché stavolta sul dischetto c’è anche Hitchcock, con ben 2 match point consecutivi falliti incredibilmente dai sudamericani. Si va a oltranza e lì il Paraguay è in paradiso, la Germania a casa. Parece increible, pero ….

SUDAFRICA – CANADA 0 – 1 (Eustáquio)

– E’ stata la partita piu’ brutta del Mondiale, soporifera come poche altre, del restop c’era poco da aspettarsi dai Bafana Bafana, tra i piu’ scarsi del torneo e miracolati ad esserci, e una squadra come il Canada, sì non male e con alcuni ottimi elementi, ma in fondo da 6 politico.

Ne esce una partita molto tattica tra Canada e Sudafrica con 2 squadre che preferiscono studiarsi a vicenda e attendere che giocare. Il primo tempo si chiude coi canadesi che fanno qualcosa in piu’ ma non basta, le reti restan bianche.

La ripresa è ugualmente bruttina, tuttavia ancora in piena zona Cesarini il Canada per la prima volta nella sua storia raggiunge gli ottavi di finale in un Mondiale, grazie a una rete che entra di diritto nella leggenda, la fa tal Eustáquio: il centrocampista si avventa su una respinta non perfetta dei Bafana Bafana e da fuori area incrocia in porta. Nulla da fare per Williams, non può davvero nulla.

In pieno recupero i canadesi entrano così nella storia.

OLANDA – MAROCCO 1-1 (2-3 dcr)

– Quello che sembrava essere il 16esimo piu’ bello e equilibrato nel primo tempo è stato invece abbastanza bloccato e noioso. Le uniche occasioni da segnalare comunque del Marocco;: prima col giallorosso El Aynaoui ci prova  di testa, ma il tentativo viene neutralizzato da Verbruggen, dopo nella “Cesarini zone” è Saibari che cicca un pallone invitante come pochi.

Nella ripresa tante emozioni, perché sarà Cody Gakpo, che ha avuto un grave lutto in famiglia, la compagna ha perso il figlio durante la gravidanza, a ricevere da Summerville e trovare il momentaneo vantaggio “Oranje”. Piangono tutti, i genitori sugli spalti, lui in campo e i compagni che vanno a coprirlo di abbracci.

Ma il Marocco non ci sta e con la forza della disperazione mette dentro Talbi, che appena tocca palla mette in mezzo un cross su cui arriva Diop di testa. Di nuovo parità, va detto meritatamente. Si arriva così ai supplementari e c’è un’ occasione che definire colossale è un eufemismo, capita sui piedi di Haikimi. L’ ex Inter non sbaglia nulla, bella finta in area e botta a colpo sicuro, ma a quel punto Verbruggen sembra trasformarsi in uno dei Fantastici 4, si allarga a dismisura, infine sfoggia una parata che non ha nulla di umano.

Si va ai rigori, tirati anche benino, però troppi vanno sui legni: il Marocco agli ottavi di finale e l’ Olanda a Amsterdam.

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