L’IMAM CHE HA AMMESSO DI ESSERE UNA BESTIA

Niente legittima la violenza sulle donne. Figurarsi una morale retrograda e ottusa.

È difficile riuscire a trovare la definizione più calzante per un imbecille così palesemente imbecille come questo Sami Abu-Yusuf, l’imam salafita di Colonia a detta del quale, se nella notte del 31 dicembre scorso in quella e in altre città tedesche ci furono tante aggressioni contro le donne, la responsabilità non è degli aggressori ma delle vittime colpevoli, a suo dire, di aver indossato profumo e di essere andate in piazza mezze nude.

Soprassediamo sulla clamorosa scempiaggine dell’asserita seminudità, in una notte d’inverno nell’Europa del nord: per questo retrogrado imbecille, probabilmente, “seminudità” significa semplicemente avere il viso o magari – scandalo e ignominia! – perfino i capelli scoperti. E poi quella storia del profumo.

Ma anche ammesso?

Immaginiamo che nella piazza di Colonia, quella notte, le donne vittime dei confratelli di Sami Abu-Yusuf fossero effettivamente vestite in modo “provocante”, e avessero fatto il bagno dentro vasche colme di Chanel N.5, o di Egoiste, o di qualche altra inebriante essenza parigina: secondo costui, chiaro esemplare dell’idea platonica dell’imbecillità, dell’ottusità e del maschilismo più abietto e retrogrado, questo legittimerebbe gli uomini a circondarle, palpeggiarle, derubarle e violentarle.

In questo modo l’imam salafita si dichiara non umano: dichiara cioè, legittimando reazioni nei suoi consimili che nulla hanno di intelligente, civile e consapevole, di legittimare nei suoi correligionari gli istinti belluini che inducono ad esempio un toro infoiato, alla semplice vista di un qualunque didietro bovino, a partire alla carica col pene in prepotente erezione, onde possedere la o il portatore di quel didietro.

Non possiede nulla, Sami Abu-Yusuf, di qualità – come la maturità intellettuale, il controllo degli istinti, il riconoscimento delle diversità culturali e della parità fra i sessi – che rendono razionale e civile un essere umano di sesso maschile: a suo parere la vista di una creatura del sesso opposto che secondo i suoi peculiari parametri non è adeguatamente coperta e inodore, legittima e giustifica la reazione dei suoi consimili portatori di pene ma non di cervello, e scarica sulle suddette creature ogni responsabilità.

Il salafita si è dichiarato bestia, schiavo degli istinti più bestiali e delle reazioni più istintive, e del tutto incapace di autocontrollo.

Fossi io un musulmano di quelli che si dicono moderati, chiederei alle autorità tedesche l’espulsione immediata, senza se e senza ma dal territorio della Germania, di un monumentale imbecille come questo. E anche se musulmano non sono la chiedo lo stesso perché sono un uomo, un maschio, e respingo con rabbia e disgusto l’equazione “donna desiderabile uguale donna aggredibile” che questo deficiente retrogrado e ottuso ha piamente diffuso coinvolgendo anche me, in quanto uomo, in quella pavloviana incapacità di autocontrollo e di raziocinio.

Già in un altro articolo pubblicato su Cariatinet, dopo i fatti di Parigi ho stigmatizzato l’insufficienza della reazione dei musulmani moderati europei di fronte alle violenze degli integralisti.

Rinnovo ora, e se possibile con ancor maggiore convinzione, l’invito a questi musulmani: reagite, dimostratevi evoluti, dimostratevi veramente desiderosi di integrazione e di rispetto delle culture diverse dalla vostra e soprattutto capaci di rispettare le donne: qui da noi le donne sono libere; sono padrone di se stesse, non debbono rispettare codici morali medievali, maschilisti e sessisti. Vi sta bene? Magnifico. Siate i benvenuti nel consesso delle nazioni civili.

Non vi sta bene? Andatevene affan**lo da un’altra parte.

 

Giuseppe Riccardo Festa

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