LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA

Caro Mario, Intanto mi scuso con te e con chi mi leggerà per il confidenziale “tu”, ma considerata la comune, lunga militanza nel medesimo partito (PCI, PDS, DS, PD) e la stima e l’amicizia che ancora serbo per te, mi sarebbe parso posticcio appellarti col pronome che è doveroso indicare per l’alta e gravosa carica che ricopri. Come sai, da alcuni anni, mi sono dimesso dal partito e dalla “politica” intesa come eterna e “nauseabonda” attività orami dedita solo al saccheggio degli italiani e, in particolare, dei calabresi. Ti ho sostenuto, sempre ed in ogni caso, nelle quattro o cinque volte in cui sei stato eletto parlamentare della Repubblica e nelle due volte in cui sei stato presidente della nostra Provincia ; ti ho sostenuto senza mai chiederti nulla ed obbedendo, senza discutere, alle volontà tue e di quelle del partito; Ciononostante, proprio qui, in questa porzione di Calabria dimenticata, tu hai costruito le tue fortune politiche; da questa gente hai ottenuto migliaia di entusiastici consensi (o hai dimenticato i “collegi elettorali”?) e a questa gente, adesso che occupi le stanze del “potere”, stai rendendo il classico benservito. ( l’apertura di una discarica di rifiuti); questa volta ,però, sono a richiederti il “conto” caro Mario, questa volta ti chiedo di intervenire per la difesa del territorio che tu ben conosci, questa volta hai il dovere – morale e politico- di usare tutti i tuoi poteri per impedire che questo territorio muoia e che diventi discarica; Ricorderai che hanno chiuso l’Ospedale di Cariati e, nonostante i miei accorati appelli, le tue garanzie, il mio sciopero della fame, non hai ritenuto di intervenire politicamente, formulare un gesto, scrivere un rigo mentre intere popolazioni lottavano per non farsi scippare il sacrosanto diritto alla salute; ci hanno tolto ogni collegamento ferroviario tenendoci in ostaggio a casa nostra e non visto strapparti le vesti; ci hanno tolto il Tribunale di Rossano con la complicità del PD (regionale e nazionale ) di cui fai parte; ci hanno tolto ogni collegamento viario con i “poveri” montanari dell’entroterra mentre tu eri Presidente della Provincia ; L’elenco delle responsabilità politiche del PD (di cui io fortunatamente non faccio parte) potrebbe continuare, ma inciampo, finalmente, in un tuo interessamento nei confronti di questa zona: la discarica di Scala Coeli. Già, fra i tanti servizi rubatici, eccone uno, nuovo di zecca, che ci porterà lavoro e sviluppo. La Regione è ancora priva dell’assessorato all’Ambiente di cui tu hai l’interim, ed è strano, davvero strano, lo zelante impegno del Dipartimento Ambiente che, con un colpo di spugna, cancella le lotte di queste comunità e di colpo autorizza una “fossa”, perfettamente realizzata nella più assoluta illegalità, ad accogliere i rifiuti di mezza Italia. E della perenne vocazione al turismo, delle coltivazioni di eccellenza, della storia, dell’archeologia, che ne facciamo? E dov’è finito il senso della tradizione progressista del mio ex partito che tu dicevi di incarnare? Caro Mario, tu sai che, dopo decenni di impegno diretto a favore dei nostri concittadini e in nome di un partito che non c’è più, ad un certo punto non ce l’ho fatta ad ingoiare altri rospi ed ho lasciato. Ma la mia rabbia, quella che doveva, a parole, essere anche tua, non è scemata, anzi, è più forte di prima. E sarò in prima linea assieme a coloro che lotteranno per salvare la nostra terra (che è anche tua) dalla voracità degli affaristi, degli speculatori e dai politici di professione. La Calabria è di tutti, anche di quei calabresi ingordi contro i quali dobbiamo combattere e che fanno l’impossibile per prosperare nei loro splendidi regni ovattati, ove non giunge la voce disperata dei giovani che continuano ad emigrare, dei disoccupati, degli ammalati, dei pensionati, dei bambini, degli ammalati. Ma di un merito devo darti atto: l’attuale PD che governa la Calabria, assieme a Te, è riuscito a far rimpiangere ai calabresi finanche Beppe Scopelliti (lui almeno la discarica non l’aveva fatta aprire); Cordialmente Mario Sero

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