L’EROISMO SILENZIOSO DI CATALDO COTRONE: UN SALVATAGGIO PROVVIDENZIALE NEL PORTICCIOLO DI CARIATI

Cataldo Cotrone ed il porticciolo di Cariati

Antonio Loiacono

Ci sono gesti che valgono più di mille parole. Azioni istintive, dettate dal coraggio e dalla prontezza d’animo, che possono fare la differenza tra la vita e la morte. È il caso di Cataldo Cotrone, un giovane che, senza esitare, si è trasformato in eroe per una sera, salvando una vita nel porticciolo di Cariati.

Era una tranquilla serata, quella di ieri 23 febbraio, intorno alle 18:30, quando Cataldo passeggiava mano nella mano con la sua ragazza lungo il molo tre, dove le imbarcazioni da turismo ondeggiano dolcemente sull’acqua. Un momento di serenità interrotto da un tonfo improvviso: un rumore che ha immediatamente attirato la sua attenzione. La curiosità e un senso innato di responsabilità lo hanno spinto a controllare, senza sapere che, di lì a poco, sarebbe diventato il protagonista di un atto di puro altruismo.

Giunto sul posto, la scena che gli si è presentata davanti agli occhi lo ha lasciato senza fiato: un uomo anziano, probabilmente sui settant’anni, era caduto in acqua. Aveva perso l’equilibrio mentre usciva dalla sua barca e ora si trovava appeso disperatamente alle gomene di un’altra imbarcazione, lottando per non essere inghiottito dal freddo Jonio. Gli abiti, ormai fradici e pesanti, lo trascinavano giù, rendendogli impossibile la risalita.

Non c’era tempo da perdere. Cataldo ha immediatamente lanciato l’allarme, richiamando l’attenzione delle persone nelle vicinanze. Ma non si è fermato lì: senza esitare, ha teso le mani verso il malcapitato, aggrappandosi a lui con forza, cercando di sorreggerlo per evitare che scivolasse ancora di più.

Un aiuto provvidenziale è arrivato da altri presenti, accorsi dopo aver udito le grida. Insieme, con uno sforzo coordinato, sono riusciti a sollevare l’anziano e a riportarlo in salvo sul molo. Ma la paura non era finita: il freddo e la fatica lo avevano stremato, e appena adagiato a terra ha perso i sensi. Per interminabili istanti, il silenzio ha avvolto la scena, lasciando tutti con il fiato sospeso.

Poi, il respiro. L’uomo ha ripreso conoscenza, tra lo sguardo sollevato dei suoi soccorritori e il battito accelerato di Cataldo, che non lo ha mai lasciato solo. Per fortuna, non è stato necessario l’intervento dei sanitari, e con un filo di voce il settantenne ha pronunciato poche parole che hanno dato il senso di tutto:

“Grazie, sei stato il mio angelo custode.”

Mai passeggiata fu più salutare, verrebbe da dire! Perché quella sera, lungo il molo tre di Cariati, non si è semplicemente evitata una tragedia: si è celebrata la forza della solidarietà e il valore di chi, senza alcun tornaconto, sceglie di tendere la mano al prossimo.

Eroi silenziosi come Cataldo Cotrone ci ricordano che, a volte, basta un attimo per cambiare una vita.

 

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