LEGGE 36, GENTILE A GUCCIONE: NESSUNA RIVALSA

LEGGE 36, GENTILE A GUCCIONE: NESSUNA RIVALSA SOLO DIRITTO-DOVERE DI VERIFICA DEL PROVVEDIMENTO È GIÀ IN ATTO UN CONTENZIOSO, CON 33 RICORSI DICHIARAZIONE ASSESSORE REGIONALE AI LAVORI PUBBLICI ON. PINO GENTILE Catanzaro, Mercoledì 30 Giugno – «Nel corso della riunione della 4 Commissione Ambiente, cui ero stato invitato a discutere, insieme ai Consiglieri Commissari, del “Piano Casa” recentemente approvato dalla Giunta Regionale, il consigliere PD GUCCIONE ha posto questioni relative ad un’altra legge, la N.36 (Politiche a sostegno della casa). A tal proposito GUCCIONE ha rilasciato una dichiarazione con la quale vengono del tutto inventate di sana pianta motivazioni speciose col solo obiettivo di contrastare l’operato della Giunta e del sottoscritto. Unitamente alla Giunta cui mi onoro di appartenere, abbiamo in realtà attuato un provvedimento che è di sospensione della Legge 36, senza alcuna logica di rivalsa – come sostiene GUCCIONE – ma soltanto perché preoccupati di verificare due cose precise: 1) come mai 7-8 imprese hanno potuto monopolizzare tutto, violando gli stessi criteri stabiliti dalla commissione; 2) e come mai, questi finanziamenti, ammontanti a circa 155 milioni di euro, siano stati concentrati in una sola provincia, a discapito delle altre. Tra l’altro, che l’intera operazione sia stata gestita molto male dalla passata gestione di Centro Sinistra, è testimoniato dal fatto che è già in atto un contenzioso, con ben 33 ricorsi al Tar, inerenti questa vicenda. E’, questo, e non altri, il motivo principale che ha ispirato il provvedimento di sospensione per 2 mesi dell’atto deliberativo in questione. Il solo dichiarato obiettivo perseguito dall’Assessorato e dalla Giunta SCOPELLITI è quello di consentire, oggi, agli uffici ed ai tecnici di verificare la giustezza e la regolarità del citato provvedimento. Quindi, non vediamo né l’assurdità né la gravità lamentate da GUCCIONE. Stiamo piuttosto esercitando il diritto dovere di buon amministrazione nell’interesse vero di tutti i calabresi».

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