La stagione estiva è alle porte e le condizioni delle spiagge lasciano a desiderare.

Confesso di essere ormai particolarmente stanco di ritornare a distanza di tempo a commentare vicende che interessano la promozione e valorizzazione turistica della comunità cariatese, che da parte sua avrebbe tanto di naturale su cui puntare, registrando in effetti un immobilismo inquietante. E’ come se si facesse un passo in avanti in alcuni momenti, per poi farne inspiegabilmente tre indietro. Passando dal discorso generale ai fatti, la situazione attuale delle spiagge della costa cariatese sono un elemento che certo deve far riflettere. La stagione estiva è alle porte, molti residenti hanno piacere di frequentare il litorale, i prossimi turisti altrettanto, ma le condizioni dello stesso lasciano a desiderare. Cosa del tutto normale dopo l’inverno ormai trascorso. Perché non si è provveduto ancora alla pulizia delle spiagge? C’è qualcosa che già si sta muovendo in tale direzione, di cui la collettività non ne è a conoscenza? Informarla fa sempre parte di quella necessaria interazione tra chi amministra e chi ne è parte integrante, come i cittadini. Fatto è che si dovrebbe evitare di programmare l’intervento troppo a ridosso del periodo di massima affluenza turistica, cioè il mese di agosto. Soprattutto per iniziare a rispondere anche a delle esigenze proprie dei cariatesi che hanno la fortuna, visto il potenziale marino a portata di mano, di potersi trattenere sulla costa anche durante tutta la giornata a seconda dei loro impegni. E’ vero anche che due anni fa di questi tempi le spiagge di Cariati già erano state ordinate, con il piacere di tutti residenti e vacanzieri. Oggi siamo, invece, in ritardo e sulle spiagge disadorne si è anche in compagnia, ahimè, di branchi di cani randagi, che dovrebbero essere in qualche modo allontanati, evitando altresì ogni pericolo. Tali sono ragioni importanti per interessarsi al problema quanto prima. E – ce lo dobbiamo dire – per non essere tutti agenti distruttivi di un capitale naturale quanto Cariati. Lo dico ancora una volta, al punto da apparire ripetitivo, la sciagura da evitare è di non far perdere completamente la fiducia dei cittadini nella “cosa pubblica” e in chi l’amministra. Nicola Campoli

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