La Regione non avvelenerà più le nostre contrade. Pugliano e Gualtieri ritirino il bando o sarà rivolta.

Il Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio apprende, con rabbia e sconcerto, della possibilità di dirottare verso l’impianto Bucita tutto il rifiuto tal-quale eccedente della provincia di Cosenza, cioè 750 tonnellate al giorno: un progetto indecente che implicherebbe l’avvelenamento ulteriore delle comunità della sibaritide ed in particolare delle contrade intorno al cosiddetto polo tecnologico di Bucita, che di tecnologico però non ha nulla. Sono anni che la Regione ha il dovere di bonificare la discarica pubblica e l’intera area degli impianti, definite “aree contaminate”, ed invece continua a manovrare loscamente alle spalle dei cittadini prima cercando di dissequestrare la discarica e ora con questo bando scandaloso ed inaccettabile. Questo territorio ha subito le indecenze della regione Calabria e delle amministrazioni comunali del comprensorio già per troppo tempo e non ha più intenzione di subirle ulteriormente: o comuni e Regione trovano il modo di fare la differenziata, di avviare la filiera di riciclo e riutilizzo e di bonificare le aree contaminate, oppure cominceremo ad opporci duramente ad ogni altro progetto scellerato di questa classe dirigente. Volontariamente evitiamo di scendere in polemica con l’Amministrazione Comunale, seppure ancora una volta si è reso evidentissimo come l’abbassamento dello sgravio fiscale per i cittadini che vivono nelle contrade intorno all’impianto è stata una scelta ignobile e completamente insensata: continuiamo ad invitare l’Amministrazione a correggere quella scelta anche alla luce del disastro ambientale consumatosi nella discarica poche settimane fa. Ad ogni modo, nonostante le evidenti responsabilità delle istituzioni locali, se voluto siamo pronti a collaborare con ogni soggetto istituzionale ed associativo disponibile, a partire dal Sindaco, per fermare l’ennesimo stupro del territorio. In ogni caso, con o senza collaborazioni, Pugliano e Gualtieri, rispettivamente Assessore Regionale e capo del Dipartimento Ambiente della Regione, ovvero i responsabili di quanto sta accadendo, sappiano che se Bucita non verrà esclusa da questo strampalato progetto di trasporto all’estero dei rifiuti, questo territorio darà vita ad una civile ma determinata ribellione. I responsabili evitino di dare rassicurazioni o fantasiose interpretazioni a ciò che è scritto nero su bianco: il bando va ritirato e rettificato al più presto, nell’interesse delle comunità della sibaritide e delle stesse istituzioni. Comitato in difesa di Bucita e del Territorio

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