La finestra di Jacopo: “Mettete qui i giocattoli già giocati”

L’avventura della "Finestra di Jacopo", partita lo scorso dicembre da un quartiere periferico di Firenze e diventata con il tempo virale in tutta la città

Chi non ha in casa ancora dei giocattoli per i quali i propri figli non mostrano più alcun interesse e, quindi, non ci giocano più? Personalmente anche se ho figli, che ormai sono già da alcuni anni fuori dall’età dei giocattoli, ne conservo ancora tanti nella loro stanza. 

L’avventura della “Finestra di Jacopo”, partita lo scorso dicembre da un quartiere periferico di Firenze e diventata con il tempo virale in tutta la città, e nei Comuni viciniori. Sono purtroppo molti i bambini che non possono avere nel corso della loro vita neppure un “giocattolo già giocato”. 

Partendo da questo punto il piccolo Jacopo ha pensato di allestire una sorta di vetrina espositiva, su di una finestra della sua abitazione, dove mettere i giochi che non usa più a disposizione di quei bambini che ne sono sprovvisti. 

Uno spazio solidale per riciclare e rimettere in “gioco” tanti pupazzi e giocattoli inutilizzati ma ancora in buone condizioni. Giocattoli che attendono di poter essere usati dai bambini che ne hanno particolare interesse e piacere. 

Jacopo ha otto anni, è in terza elementare, e vive al piano terra della sua casa. E’ per questo che ha pensato alla sua finestra come vetrina. Lui ha piazzato i suoi giocattoli sulla finestra e tanti bambini sono passati a ritirarli. 

Il negozio gratuito si è ben presto svuotato. Lui la sera ha continuato a mettere quello che aveva fino a quando non ha esaurito le sue scorte. Ha messo penne, pennarelli, righelli, quaderni, dvd. Tutto quello che poteva l’ha dato via. 

Ma a un certo punto non aveva più nulla e i bambini continuavano a passare, perché si era sparsa la voce che c’era una finestra dove si poteva prendere un giocattolo. Jacopo è stato chiamato anche dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella, che l’ha voluto conoscere e ringraziare per il suo gesto generoso. La finestra ben presto è diventata virale. 

Sarebbe carino replicare l’esperienza in altre parti del Paese. A partire da quei piccoli centri, dove in alcune aree del Paese, ci sono bambini di famiglie extracomunitarie, ormai residenti in loco, che non hanno queste possibilità. Del resto, vedere un bambino che si illumina di felicità quando ritira un giocattolo riempie il cuore. Ora, quindi, il sogno di Jacopo è che molti altri bambini a Firenze (e non solo) seguano il suo generoso esempio.

Nicola Campoli 

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